Ottobre 6, 2022
Da Fuochi Di Resistenza
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Rilanciamo e pubblichiamo l’articolo di Alberto Fazolo
Nell’anniversario della Marcia su Roma i militari in congedo organizzano una parata militare a Piazza Venezia.
La Marcia su Roma è stato l’evento più importante per il fascismo, nella cui retorica assumeva addirittura dei tratti mistici, tanto da portare alla numerazione degli anni partendo dal 1922. Da qui si è diffusa l’erronea convinzione che la Marcia su Roma fu un fatto circoscritto al 28 ottobre, invece iniziò prima con una lunga serie di violenze e soprusi, ma soprattutto si concluse alcuni giorni dopo. Ad ogni modo, si devono considerare come giorni effettivi della Marcia su Roma quelli che vanno dal 28 al 30 ottobre: cioè dalla sollevazione alla consegna dell’incarico di formare un nuovo Governo. In uno Stato che abbia davvero troncato i ponti con il proprio ingombrante passato, in quei giorni non verrebbe ammessa alcuna celebrazione nostalgica. Eppure il prossimo 29 e 30 ottobre, a Roma è prevista una parata militare che ricalcherà quelle orme. Sarà organizzata dall’UNUCI, l’unione degli ufficiali in congedo che vorrebbe sfilare in uniforme fino a Piazza Venezia.
La convocazione ufficiale per la parata del 29 ottobre 2022, pubblicata sulla pagina nazionale UNUCI afferma che l’evento si svolge nel centenario della consegna della Bandiera, ma questo evento in realtà cade il 4 novembre prossimo: nei giorni della Marcia su Roma ricorre si un centenario, ma appunto, quello della Marcia su Roma. La prima azione coordinata dei reduci, fu proprio la Marcia su Roma, di cui i veterani della Grande Guerra furono gli assoluti protagonisti.
Dopo la Marcia su Roma si iniziò a formalizzare la rete UNUCI che nominati i presidenti delle varie articolazioni, per la prima volta li raccolse il 18 giugno 1926 in una riunione presieduta da Benito Mussolini. Pochi mesi dopo “ Ritenuta l’urgente necessità di riunire in un sol fascio le forze degli ufficiali in congedo d’Italia” si istituì formalmente l’UNUCI con Regio Decreto n. 2352 del 9 dicembre 1926, (abrogato nel 2010 trasformandolo in un ente di diritto privato). La dirigenza UNUCI fu affidata a fascisti, fin dalla fondazione. Il Decreto istitutivo stabiliva che alle spese di funzionamento dell’UNUCI si sarebbe previsto con finanziamenti pubblici e privati, in particolare disponeva che nei primi anni di vita vi contribuisse anche la “Milizia volontaria per la sicurezza nazionale”, ossia le cosiddette “Camicie Nere”. Pertanto, sebbene nel sodalizio ci potessero essere anche delle persone estranee al fascismo, questo nasce dopo la Marcia su Roma per mano di Mussolini che, lo affida a dei fascisti e lo fa finanziare dalle “Camicie Nere”. Moltissimi “fascisti della prima ora” -ossia quelli che parteciparono alla Marcia su Roma – confluirono nell’UNUCI che in breve tempo divenne il contenitore di reduci organico al Partito Nazionale Fascista.
Dopo la presa del potere da parte del Fascismo l’UNUCI fece una prima adunata nazionale nel 1939 a Piazza Venezia, con Mussolini affacciato al balcone. Da dopo la sconfitta del fascismo non era mai più accaduto che si facesse un’adunata nazionale dell’UNUCI e ora la si vorrebbe fare proprio nei giorni del centenario della Marcia su Roma.
Stando a quanto si legge su alcuni organi d’informazione UNUCI l’adunata sarebbe stata autorizzata dallo Stato Maggiore della Difesa, quindi non si tratterebbe di una iniziativa isolata di un gruppo di privati.
Al momento non ci sono elementi sufficienti per stabilire se questa adunata sia stata organizzata per iniziare ad imprimere un nuovo corso reazionario al nostro Paese o se sia una trappola per il prossimo Governo: proprio in quei giorni si potrebbe insediare il nuovo esecutivo, verosimilmente guidato (per la prima volta) da un’esponente della destra post-fascista, fargli gestire una vicenda del genere creerebbe problemi ed imbarazzi. Poco importa quale sia il motivo per cui qualcuno vorrebbe far fare questa adunata, non va permessa. Non si può arretrare sul terreno della lotta antifascista.
L’UNUCI -per storia e condotta di alcuni membri- è troppo invischiata con il fascismo per poter lasciare dei margini d’ambiguità. Gli antifascisti devono far sentire la propria voce affinché la parata non venga fatta e li si chiama a partecipare a delle manifestazioni antifasciste da tenere su tutto il territorio nazionale per il 29 ottobre.
Alberto Fazolo



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Fonte: Fuochidiresistenza.noblogs.org