Novembre 21, 2021
Da Radio Blackout
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Approfondimento domenicale su Green Pass e lotte sociali.

Nelle sue evoluzioni, che vanno da aprile-maggio fino ad oggi, il movimento triestino contro il governo della pandemia e contro il Green Pass ha attraversato molteplici fasi. Queste vanno dalla messa in discussione della neutralità della scienza, alle istanze che riguardano il lavoro, alle forme di autorganizzazione di sostegno e tutela collettiva. Il blocco e lo sgombero del varco 4 del porto di Trieste è stato solo l’apice mediatico di un percorso che vede migliaia di persone riunirsi in assemblea tutte le settimane, riprendersi fisicamente gli spazi pubblici, immaginarsi delle forme di convivenza diverse da quelle che lo Stato impone.
Ne abbiamo parlato con ospiti da Trieste, presenti in studio con noi.

Nelle maggiori città del Marocco, ogni domenica si susseguono proteste con migliaia di persone. Si manifesta la contrarietà al Green Pass, obbligatorio per l’accesso ai servizi di qualunque tipo e contro la campagna vaccinale portata avanti dal governo. In più vi è la mobilitazione degli e delle insegnanti della scuola, obbligati a lavorare con contratti iperprecari e senza essere pagati. Il licenziamento arbitrario di Wijdane Salim e le ultime dichiarazioni del ministro dell’istruzione vanno a ingrossare le proteste di queste settimane, nelle quali si denuncia anche il carovita, la mancanza di un’assistenza sanitaria adeguata e la sistematica violazione dei diritti del popolo marocchino.

Di tutto questo ci ha parlato Abdellah.

Ad Atene e nel resto della Grecia, la situazione è complessa: in un contesto di mobilitazione permanente contro le riforme e gli episodi di repressione di questo governo, da questa estate il rifiuto del vaccino e del Green Pass è stato il significante di piazze indette soprattutto dalla destra fascista e da organizzazioni cattoliche ultra-ortodosse. Episodi come quelli accaduti a New Smyrni mostrano come la popolazione greca non sia disposta a godere della libertà dalle restrizioni solo quando vi è da assecondare l’economia turistica del paese e nemmeno a cedere a forme sempre più pesanti di repressione.

La diretta è con Tina, compagna anarchica che vive ad Atene.




Fonte: Radioblackout.org