Gennaio 26, 2021
Da Radio Blackout
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Lo scorso giovedì, dopo una camera di consiglio estenuante, durata oltre 12 ore, è stata emessa la sentenza nel processo contro 32 attivisti del movimento No Tav, sotto accusa per le giornate di lotta del 27 giugno e del 3 luglio del 2011. Il 27 giugno venne sgomberata la Libera Repubblica della Maddalena, il 3 luglio per ore venne cinto d’assedio il primo nucleo di quello che sarebbe diventato il cantiere/fortino/caserma di Chiomonte.
Le pene per i 32 imputati sono state quasi sempre diminuite in modo sensibile.
Questa sentenza era peraltro prevedibile, dopo il pronunciamento della Cassazione che, il 27 aprile 2018, imponeva la ripetizione dell’appello per la riformulazione al ribasso delle condanne.
Il procuratore generale Saluzzo, sceso in campo di persona, si è battuto strenuamente, perché l’impianto accusatorio, sul quale la Procura Torinese aveva scommesso, non venisse smantellato. La partita, in attesa delle motivazioni della sentenza, che verranno emesse entro 90 giorni, resta aperta. I difensori ritengono che le violenze delle polizia – sassaiole, pestaggi, lacrimogeni sparati e uomo – non siano state prese in considerazione dal tribunale. Ne abbiamo parlato con Gianluca Vitale, uno degli avvocati del collegio di difesa.
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Fonte: Radioblackout.org