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La Direzione dell’Istituto Sacra Famiglia non ha perso tempo a cantar vittoria dopo l’esito della sentenza d’appello, a dir poco strabica, del 28 settembre2022.

Strabica perché i giudici, dopo aver esortato l’azienda alla trattativa per colmare quelle differenze del passaggio imposto da un contratto all’altro peggiorativo, di fronte al netto rifiuto della Direzione Aziendale, l’hanno premiata rovesciando la sentenza di primo grado.

La giravolta compiuta dai giudici dell’appello è troppo sospetta, ben conoscendo la pesante influenza dei “poteri forti” come la Curia milanese.

Questa azienda non si può permettere quella spavalderia che ha dimostrato, mista a buonismo di bassa lega, dopo aver pesantemente conficcato le unghie sulla pelle dei propri dipendenti in modo del tutto arbitrario ed autoritario.

Deve, invece, ringraziare i sindacati che hanno sottoscritto, durante la pandemia, quell’accordo interno (CIA), piegandosi al volere del “padrone”, tradendo quella aspettativa nelle assemblee delle lavoratrici e dei lavoratori che avevano risposto con sdegno quanto l’azienda aveva imposto.

Deve ringraziare le RSU in carica che hanno ratificato l’accordo della rinuncia.

Tutto questo ha spianato la strada all’esito stesso di una sentenza d’appello così contradditoria.

Staremo a vedere quando usciranno le motivazioni: troppo frettolosamente la Direzione Aziendale ritiene la partita chiusa.

Continueremo ad essere sempre dalla parte di chi non si è rassegnato alla riduzione dei diritti e ad alzare la testa, anche osando nella sfida sul piano legale, soprattutto portando avanti in azienda tutte quelle rivendicazioni necessarie per impedire ulteriori arretramenti.

Di sicuro abbiamo necessità di una rappresentanza RSU rinnovata nella prospettiva per poter avanzare nel recupero di quanto ci è stato tolto e per non peggiorare la situazione.

Unione Sindacale Italiana   Sanità   –  USI CIT                                       Cesano Boscone  07/10/2022




Fonte: Usi-cit.org