Gennaio 10, 2022
Da Il Manifesto
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Sorpresa: quello che per molti era destinato a diventare la Caporetto del formato fisico, si è rivelato invece un anno positivo. Nel 2021 le vendite di cd nel mercato più importante del mondo, quello statunitense, sono infatti aumentate per la prima volta in 17 anni. A rivelarlo è Billboard, che spiega in un lungo e dettagliato articolo come l’anno scorso le vendite di compact disc hanno raggiunto 40,59 milioni di unità con un balzo dell’1,1% rispetto ai 40,16 milioni di unità nel 2020. L’aumento è anche «figlio» di una nuova strategia di artisti e etichette: la pandemia con il conseguente annullamento dei lunghi tour internazionali, la contrazione dei concerti e lo scarso appeal dei live modalità ’streaming’, ha costretto molte star della musica a «mettersi» in gioco attraverso la realizzazione di nuovo materiale discografico.

È IL CASO di Adele il cui ritorno con 30 è stato salutato da 898 mila copie complessive che l’hanno trasformato nel disco più venduto. Lontani i tempi dei 10 e passa milioni di copie vendute dai precedenti 22 e 25 – i suoi best sellers sul mercato Usa, ma il risultato in piena rivoluzione streaming è da considerarsi di tutto rispetto. Alle spalle dell’artista inglese spunta Taylor Swift che conquista il secondo e il terzo posto con le sue versioni ri-registrate di Fearless e Red, rispettivamente 263.000 e 237.000 copie vendute. E qui vale la pena di aprire una parentesi, perché l’operazione della Swift è una «vendetta» contro l’industria e i contratti capestro a cui spesso i musicisti sono costretti a sottostare. Non avendo la proprietà dei master originali degli album incisi dal 2006 al 2017, la popstar americana sta immettendo sul mercato copie d’autore di quelle opere, con l’aggiunta di inediti, rare tracce e outtakes.

NON SOLO: Swift, in quanto autrice, controlla il publishing e perciò può invitare chi acquista in licenza le canzoni per film, serie e pubblicità a utilizzare le nuove versioni, col risultato che le vecchie perdono di valore. Operazione vincente. Il ritorno del formato fisico – anche se con cifre più contenute – ha caratterizzato anche gli ultimi dodici mesi sul mercato italiano. Insomma, non moriremo di solo Spotify e così trend in risalita per cd, vinile e perfino un ritorno (ma per amanti del vintage…) della cassetta. E i numeri saltano all’occhio: dagli 11,6 dei primi sei mesi del 2020 si è passati nel 2021 a 24,1 milioni. Una performance di livello, con il vinile che trova sempre più spazio negli stand dei (pochi) negozi fisici e che cresce del 189,3%, ma che vede un progresso anche del cd con un apprezzabile + 52,2%.
Certo un risultato che deve anche essere considerato alla luce del fatto che nel primo semestre del 2020, il periodo di forzata chiusura dettato dal lockdown, ha coinciso con una contrazione delle vendite. Infine un annotazione, al ritorno del formato fisico si assiste a uno «svecchiamento» del parco artisti. In un quinquennio nelle classifiche non vi è più traccia – o quasi se non del solo Vasco Rossi – delle star dominatrici delle ultime tre decadi. I «vecchi» big segnano il passo e a trionfare nella top 10 dei più venduti sono Rkomi (in prima posizione), Blanco (quarto), Marracash (settimo) e Sfera Ebbasta (nono) mentre il fenomeno «d’esportazione» dei romani Maneskin è terzo.




Fonte: Ilmanifesto.it