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Plat: “Pretendiamo una soluzione abitativa dignitosa per Khady e i suoi cinque figli”. Asia, invece, ottiene il rinvio di un altro sfratto: coinvolta una famiglia con due minori. Usb in mobilitazione a San Lazzaro sul tema dei poli d’infanzia 0-6 e a Casalecchio contro gli appalti nei servizi di integrazione scolastica.

29 Giugno 2022 – 18:02

Stop sfratti - © Michele Lapini“Occupata la sede dei servizi sociali del quartiere Navile! Senza soluzioni per Khady e i suoi cinque figli sottoposti a un provvedimento esecutivo di rilascio dell’immobile qua rimaniamo!”. E’ la segnalazione diffusa da Plat – Piattaforma di intervento sociale, che successivamente ha reso noto l’arrivo della Polizia negli uffici dei Servizi sociali, che si trovano nell’area del parco della Zucca. Le/gli attiviste/i, mostrando le immagini di alcune tende piazzate all’interno dei locali, parlano di “agenti molto nervosi” e aggiungono: “Nonostante un numeroso dispiegamento di forze di polizia continua l’occupazione dei servizi sociali per pretendere una soluzione dignitosa per Khady e i suoi cinque figli”.

Asia-Usb, invece, comunica che “anche oggi abbiamo rinviato a settembre uno sfratto di una famiglia con due minori in zona Due Madonne. Si fa sempre più forte l’emergenza abitativa a Bologna e nelle città della provincia, con numerose famiglie e singoli sotto sfratto, mentre dalle istituzioni nessuna politica per arginare l’emergenza mentre sempre più esecuzioni vengono eseguite con la forza pubblica. Segnaliamo il prossimo picchetto antisfratto già domani, in via Enriques 23 e rilanciamo verso un mese di luglio di lotta contro gli sfratti, per il diritto all’abitare per tutte e tutti”, conclude Asia.

“Cosa succede nei poli d’infanzia 0-6 di San Lazzaro?”. E’ il tema posto dall’Usb convocando un presidio per la giornata di oggi in piazza Bracci, davanti al municipio del Comune alle porte di Bologna. “Quale futuro per i nidi di San Lazzaro e le educatrici assunte tramite agenzia interinale? Nell’ultimo mese- spiega il sindacato- il Comune di San Lazzaro ha approvato una delibera in cui si parla della possibilità di gestire il polo Poggi tramite una cooperativa in appalto, mentre il solo polo Fornace resterebbe a gestione diretta comunale. Questa possibilità è stata per ora confermata in un incontro tra il Comune di San Lazzaro e le lavoratrici dei due poli. Tuttavia, l’informalità delle comunicazioni non ha reso possibile essere sicuri che questa sia la soluzione definitiva. Ad oggi, all’ interno dei due poli, una parte del personale è assunta dal Comune e una parte, che ha garantito la qualità dei servizi per anni, è assunta tramite agenzia interinale. La gestione in appalto ad una cooperativa comporta: cambiamenti nei gruppi di lavoro delle educatrici e insegnanti nei due poli, senza la certezza della continuità educativa; non abbiamo la sicurezza che la cooperativa riconfermi per il prossimo anno il personale assunto tramite agenzia; diminuzione degli stipendi”. L’Usb ha quindi deciso di mobilitarsi sottolineando la necessità di un incontro con l’amministrazione comunale di San Lazzaro: “Vogliamo chiarezza sul futuro dei poli di Fornace e Poggi perchè sappiamo che la qualità del servizio dipende dalle condizioni di lavoro di educatrici e insegnanti”.

Sempre Usb ieri era in piazza anche “sotto al Comune di Casalecchio all’assemblea pubblica assieme a operatrici e operatori in appalto dell’educativa scolastica, alle famiglie beneficiarie dei servizi, ai lavoratori delle scuole e alle forze politiche e sociali in solidarietà alla vertenza in atto. Un’assemblea partecipata con numerosi interventi e che ha posto diversi temi a cui l’amministrazione comunale e Asc Insieme dovranno rispondere. La logica degli appalti ha prodotto caos e una rottura del tessuto comunitario con l’aggiudicazione del lotto dell’educativa scolastica ad una cooperativa proveniente dalla Lombardia senza legami sul territorio. Tale appalto è stato vinto con un combinato disposto tra un ribasso del 5% e un’offerta tecnica giudicata migliore dalla commissione. Le conseguenze sono evidenti: caos, precarietà e pessima qualità della gestione del servizio. Di fronte a questa situazione si pone il problema del peggioramento delle condizioni di lavoro, della qualità del servizio alle famiglie e la garanzia di lavoro e reddito degli educatori attualmente impiegati. L’impegno preso dagli educatori ed educatrici presenti, dalle famiglie, dalle forze sociali e politiche presenti è di continuare questo percorso per imporre un cambio di passo a questa logica che gestisce in maniera mercantile i servizi sul territorio. Prossimo appuntamento lanciato dall’assemblea cittadina in concomitanza col consiglio comunale di Casalecchio: giovedì 30 giugno – ore 15 presidio sotto al comune di Casalecchio di Reno, via dei Mille 9″.




Fonte: Zic.it