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Occussi-Ambeno, un sultanato… anarchico? Appunti su un “moderno Stato satirico”
Di David Bernardini

[estratto dal Bollettino 57]

La gente l’ha letto. Le parti che ricorda le racconterà ad altri. 

Verrà trasmesso. Le storie non muoiono mai, in verità.

George Romero, Daniel Kraus, I morti viventi

Nella seconda metà del Novecento le controculture hanno un profondissimo impatto sulle forme, le pratiche e i linguaggi dell’anarchismo. Sotto la loro influenza, in altri termini, vengono riformulate le idee-forza dell’anarchismo cosiddetto classico (come l’antimilitarismo, l’antiautoritarismo, l’anticapitalismo, l’internazionalismo), aprendolo contemporaneamente a nuove tematiche (per es. la lotta contro il nucleare). Un interessante e peculiare caso di studio, a questo proposito, è offerto dal sultanato dell’Occussi-Ambeno. In un articolo pubblicato su una rivista anarchica della Nuova Zelanda nel 1985, il suo principale promotore e animatore, Bruce Grenville, lo definì nei termini di un “moderno Stato satirico”, una parodia volta a mettere a nudo l’assurdità dell’istituzione statale1. Il proposito di queste pagine, dunque, consiste nel ricostruire per sommi capi i tratti di questo progetto, ancora poco noto nel contesto italofono, a partire dai materiali presenti nel fondo “Venezia ‘84”, in via di digitalizzazione e di riordino da parte del Centro studi libertari-Archivio G. Pinelli.
Volantino sulla desalinizzazione, ovvero sulla “ennesima soluzione ai problemi della galassia grazie alla tecnologia dell’Occussi-Ambeno” (vedi nota 10).
Secondo lo studioso Philip Hayward dell’Università di Sydney, il sultanato dell’Occussi-Ambeno costituisce un curioso caso di micronazione, termine con cui si indicano quelle entità che sorgono per volontà di piccoli gruppi di individui, i quali proclamano una certa area (solitamente piuttosto limitata) indipendente dallo Stato d’appartenenza. Esistono due tipologie di micronazioni: quelle “classiche”, solitamente ma non necessariamente ubicate su un’isola (si pensi per esempio all’Isola delle Rose), e quelle “virtuali”, talvolta risultato di performance artistiche con finalità di critica sociale2. Alla seconda tipologia appartiene il sultanato dell’Occussi-Ambeno, un progetto nato nel 1968 in Nuova Zelanda (Aotearoa in lingua maori) dalla mente dell’artista appartenente agli ambienti anarchici Bruce Ronald Henderson – si farà chiamare Martin Renwick dal 1978 al 1981 e Bruce Grenville dal 1981 al 2000 – e concepito come parodia di uno Stato. Tale nazione immaginaria fa tuttavia riferimento a un territorio realmente esistente: l’Occussi-Ambeno è infatti un’exclave, una porzione di territorio appartenente a uno Stato (Timor Est) confinante interamente con un altro (l’Indonesia)3.
Come per un vero Stato, Grenville inventò sin dalla fine degli anni Sessanta una storia nazionale che risaliva al 1848, anno in cui sette tribù si sarebbero unite contro i portoghesi. Dopo una vicenda “piena di congiure stile Vaticano e di avvelenamenti di Sultani per mano di successori zelanti”, nel 1968 il paese avrebbe ottenuto l’indipendenza e sarebbe iniziato il regno di sua maestà Waals Abdullah I, seguito nel 1975 da Michael Ismail I, amichevolmente deposto nel 1995 da Gay Dean, sodale australiano di vecchia data di Grenville. Da un prospetto di Grenville stesso, un ipotetico censimento del 1980 indicava che la popolazione dell’immaginario sultanato ammontava a circa 180.000 persone suddivise in sette province (Khayal Serikit, Jade, Atanarble, Tarantar, Dragon, Feripæga, Quatair) con capitale Baleksetung (42.137 abitanti)4.

La produzione di francobolli è una delle caratteristiche che hanno maggiormente contraddistinto l’attività di Bruce Grenville. Qui ne vediamo alcuni che celebrano la Swift Air, compagnia aerea di bandiera dell’Occussi-Ambeno, la cui flotta era interamente composta da dirigibili e zeppelin (vedi nota 12).

La principale attività del progetto di Grenville consisteva inizialmente nella produzione e diffusione, a nome del sultanato dell’Occussi-Ambeno, di carta intestata per uso burocratico, assegni e soprattutto di pseudo-francobolli, quelli che in ambito filatelico vengono definiti cinderella stamp (un francobollo non utilizzabile per spedire la posta). Il primo di questi francobolli, definiti artistamps, venne prodotto sovrastampando un vero francobollo indonesiano5
L’Occussi-Ambeno iniziò a far parlare di sé nei primi anni Settanta. Nel 1972, infatti, fu il primo e unico Stato a riconoscere la Repubblica di Minerva, fondata dal milionario statunitense Michael J. Oliver e in seguito sgomberata dalle truppe di Tonga. A sorpresa, alcuni media neozelandesi sembrarono prendere seriamente le dichiarazioni diffuse dal sultanato dell’Occussi-Ambeno in quell’occasione. In seguito, l’ipotetica sede del consolato dell’Occussi-Ambeno (una casella postale a Auckland, Nuova Zelanda), unico indirizzo pubblico del sultanato, tentò di stabilire rapporti diplomatici anche con il Principato di Monaco e il Liechtenstein6
Nel frattempo i francobolli di Grenville incontrarono un certo apprezzamento presso esperti e appassionati, divenendo in breve la principale fonte di finanziamento del progetto. Nel 1977 la Philanumismatica, un consorzio europeo con base a Madrid, contattò la casella postale di Auckland proponendosi per l’acquisizione dei diritti esclusivi di produzione e vendita dei francobolli del sultanato dell’Occussi-Ambeno in cambio di una forte somma di denaro (40.000 dollari secondo Grenville)7. Un anno dopo, il consorzio si accorse dell’inganno e ruppe l’accordo (pur continuando fino al 1984 a commercializzare i francobolli dell’Occussi-Ambeno). Tra il 1978 e il 1981 Grenville si trasferì in Australia, dedicandosi ad altre iniziative8. Tornato in Nuova Zelanda, oltre a dare vita nel 1987, con il ricavato dei suoi francobolli, a una tipografia dove venne stampato il giornale anarchico “The State Adversary”, riprese le redini della sua nazione immaginaria9
In questo periodo delineò una tecnologia ecologica e utopistica completamente indipendente dal petrolio. Con una roboante dichiarazione, nei primi anni Ottanta venne così presentato l’impianto di desalinizzazione alimentato a energia solare della provincia di Dragon. Questa “soluzione ai problemi della galassia” era il risultato delle ricerche di un certo dottor Paul Wilhelm Stoker, impiegato presso l’ufficio di controllo qualità dell’Industria reale di funghi allucinogeni10. A tal proposito, secondo le notizie diffuse da Grenville l’esportazione di funghi allucinogeni costituiva una fondamentale attività economica del sultanato, con tanto di resoconto ufficiale11. Esisteva inoltre una compagnia di navigazione, la Transonic Marine (composta da galeoni funzionanti con vento e pile fotovoltaiche), e una linea aerea, la Swiftair, che invece utilizzava dirigibili Zeppelin riempiti di elio e alimentati da energia solare. Entrambe le compagnie ebbero i loro francobolli celebrativi12.

Busta da lettere e francobollo occussiano che commemorano l’Incontro internazionale anarchico di Venezia ‘84, diffusi un paio di mesi dopo la conclusione dello stesso (vedi nota 15).

Nel corso degli anni Ottanta la storia del sultanato dell’Occussi-Ambeno non si fermò. Nel 1983 il governo provinciale di Feripæga annunciò la propria abolizione. Le sue funzioni vennero assunte da assemblee popolari di quartiere e distretto13. Due anni dopo l’Occussi-Ambeno aderì all’International Council of Independent States (ICIS), una sorta di internazionale delle nazioni immaginarie fondata nel 1984 da Geir Sør-Reime, inventore a sua volta della Repubblica di Mevu. Per commemorare l’evento, l’artista neozelandese Murray Menzies, “noto occussiano”, disegnò il suo primo francobollo14. Nel 1985 lo stesso Menzies sottoscrisse un volantino realizzato da un certo New Zealand Party che proponeva la Nuova Zelanda come rifugio globale in caso di catastrofe nucleare e richiedeva all’ONU e all’industria mondiale degli armamenti di contribuire a un “fondo di sopravvivenza” finalizzato all’acquisto di cibo, acqua, medicine e di tutto ciò che era necessario alla sopravvivenza dopo la catastrofe15.
Negli anni successivi si approfondì la collaborazione tra l’Occussi-Ambeno e altri Stati immaginari. Oltre a chiedere all’Albania comunista di Enver Hoxha la liberazione dei prigionieri politici, il sultanato dell’Occussi-Ambeno partecipò con i suoi francobolli a diverse campagne internazionali del movimento anarchico, tra cui quella contro l’energia nucleare16. Nel 1984 Rino De Michele fu nominato ambasciatore in Italia dell’Occussi-Ambeno e, in questa veste, presentò al sindaco di Comiso una protesta contro la presenza dei missili americani17. Grenville stampò altri francobolli per ricordare il 45° anniversario della guerra civile spagnola e per contribuire ad alcuni grandi eventi come l’Incontro internazionale anarchico di Venezia ’84 (24-30 settembre 1984), organizzato dal Centro studi liberati/Archivio G. Pinelli di Milano, dal CIRA di Ginevra-Losanna e dall’Anarchos Institute di Montréal18. Come risulta da uno scambio conservato nel fondo “Venezia ‘84”, venne stampato in 600 esemplari un francobollo per l’occasione19. Nel 2000 Grenville seguì un corso di stampa digitale, design e creazione di siti web grazie al quale produsse il primo francobollo del sultanato dell’Occussi-Ambeno stampato a laser. Nel 2010 è apparso un francobollo per celebrare l’ipotetica visita di Barack Obama. 
La burla – per alcuni una truffa, per altri una  performance politico-artistica – rimane dunque fedele all’idea che nel 1985 Grenville espresse con chiarezza: “Noi pensiamo che ogni possibile mezzo non ortodosso debba essere sperimentato nella lotta per liberarsi dal concetto di Stato. E costruire un’effigie della loro vacca sacra allo scopo di satireggiarla è certamente una cosa che loro non hanno ancora preso in considerazione”20.

Note

1. Bruce Grenville, Occussi-Ambeno: A Modern Satirical State, “Phlogiston”, (1985), n. 6, pp. 17-19. Dell’articolo esiste una traduzione italiana: Bruce Grenville, Occussi-Ambeno, “A rivista anarchica”, 1984, n. 122, pp. 23-26. 
2. Philip Hayward, Oecusse and the Sultanate of Occussi-Ambeno: Pranksterism, Misrepresentation and Micronationality, “Small States&Territories”, 2019, n. 2, pp. 183-194.
3. Per Hayward, in questo senso, l’Occussi-Ambeno sarebbe vittima due volte, tanto delle contese territoriali tra Timor Est e Indonesia, che inflissero profonde sofferenze alla popolazione locale, quanto dell’espropriazione simbolica operata dal “satirical play” di Grenville: ivi, pp. 191-192.
4. Si veda l’interno del piccolo prospetto intitolato About Asia no. 42 OCCUSSI-AMBENO, in: fascicolo Occussi-Ambeno, fondo “Venezia ‘84”.
6. Bruce Grenville, Occussi-Ambeno, cit., p. 17.
7. Ivi, p. 18.
8. Sør-Reime suggerisce che Grenville lasciò momentaneamente la Nuova Zelanda alla volta dell’Australia (definendolo “l’esilio australiano”) per i problemi sorti con la Philanumismatica, pur non configurandosi alcun reato in quanto “inventare terre di fantasia è ancora legale: scrittori, registi lo fanno tutto il tempo e sono ben ricompensati per questo”. Geir Sør-Reime, Long live the sultan, cit.
9. Toby Boraman, Rabble Rousers and Merry Pranksters: A History of Anarchism in Aotearoa/New Zealand from the Mid-1950s to the Early 1980s, Katipo Books-Irrecuperable Press, Christchurch-Wellington, 2008, pp. 119-120. Non stupisce che sulle pagine di “The State Adversary” si trovino alcune pagine dedicate all’Occussi-Ambeno: Bruce Grenville and the Utopian State of Occussi-Ambeno, “The State Adversary”, (1987), n. 2, disponibile: http://www.takver.com/history/nz/grenville.htm.
10. Desalination: Yet another solution to the problems of the galaxy from Occussi-Ambeno technology!, in: fascicolo Occussi-Ambeno, fondo “Venezia ‘84”.
11. Sultanate of Occussi-Ambeno. Royal Occussi-Ambeno Hallucinogenic Mushroom Factory presenta le ipotetiche statistiche della produzione mensile di funghi allucinogeni, indicando il numero di lavoratori e i laboratori coinvolti nonché la quantità prodotta. I due prospetti disponibili nel fondo fanno riferimento al 30 giugno e al 31 luglio 1984, in: fascicolo Occussi-Ambeno, fondo “Venezia ‘84”.
12. Per alcuni esempi di francobolli celebranti la Swiftair si veda la busta datata 21 novembre 1983 indirizzata a Mr. M. A. Menzies, 83 Stafford Street, Dunedin, Aotearoa, in: fascicolo Occussi-Ambeno, fondo “Venezia ‘84”.
13. Bruce Grenville, Occussi-Ambeno, cit., p. 18.
14. Geir Sør-Reime, Long live the sultan, cit.
15. Si veda il volantino The New Zealand Party del 6 febbraio 1985 contenuto nella busta da lettere con data 16 dicembre 1984 diffusa per celebrare l’Incontro internazionale anarchico “Venezia ‘84”. Il mittente risulta essere il sultanato dell’Occussi-Ambeno. In: fascicolo Occussi-Ambeno, fondo “Venezia ‘84”.
16. Per due esempi (probabilmente datati entrambi 1976) di francobolli del sultanato dell’Occussi-Ambeno recanti lo slogan “Stop all nuclear bomb Tests!”, si veda: Occussi-Ambeno. Catalogue des Timbres, s.p., s.d., in fascicolo Occussi-Ambeno, fondo “Venezia ‘84”.
17. Come ricordato in: Luther Blissett-Rino De Michele, PropaganDADA: ovvero sperimentazioni di trasmissione del pensiero, “A rivista anarchica”, 2012, n. 373, pp. 113-117, in particolare p. 114.
18. Durante quelle giornate si confrontarono circa tremila libertari su un ampissimo ventaglio di temi, dall’ecologia sociale al femminismo passando per la pedagogia, l’arte e l’antimilitarismo. Cfr.: Antonio Senta, Utopia e azione, per una storia dell’anarchismo in Italia (1848-1984), elèuthera, Milano, 2015, pp. 228-229. Per un resoconto visuale dell’Incontro: Ciao anarchici. Immagini di un incontro anarchico internazionale, Edizioni Antistato et al., Milano et al., 1986.
19. Il fondo conserva uno scambio di lettere tra April Retter, all’epoca parte del Centro studi libertari/Archivio Pinelli, e Bruce Grenville tra l’ottobre 1984 e il febbraio 1985, in: fascicolo Occussi-Ambeno, fondo “Venezia ‘84”.
20. Bruce Grenville, Occussi-Ambeno, cit., p. 19.



Fonte: Centrostudilibertari.it