Maggio 24, 2021
Da Radio Blackout
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Cominciamo la rubrica dedicata all’Oriente e curata da Sabrina Moles, redattrice di “China Files”, dal Dio del Fuoco su Marte, perché la vitalità di Pechino proiettata nello spazio rischia di lasciare la Cina protagonista unica almeno per quello che riguarda le stazioni spaziali in orbita geostazionaria; ma anche sulla terra l’attivismo cinese sfonda frontiere un tempo impensabili. Infatti la diplomazia della Repubblica cinese per la prima volta si è occupata del conflitto israelo-palestinese. E la nostra “corrispondente” aggiunge al proposito la notazione relativa a rimostranze da parte di Tel Aviv, perché la copertura mediatica dei canali ufficiali cinesi – forse non abituati all’etichetta imposta dalla sensibilità israeliana sono risultati troppo “antisionisti”.

Passiamo poi al discorso relativo alle tecnologie e alle smart cities, che non stanno riscuotendo un grosso successo e dove il delirio securitario e l’omologazione sono portati all’eccesso, in particolare nel progetto di Xiong’an, che doveva riesumare per Xi quello che era stato per Deng il successo di Shenzen, e invece è una sorta di ghost town… collocata sulle macerie del bitcoin, affondato dalle mosse di Elon Musk ma anche della Cina stessa che si prepara a varare la sua criptovaluta ufficiale e quindi affossa il bitcoin: anche se molti luoghi fisici che ospitano i siti tecnologici che regolano le criptovalute e hanno bisogno di aree deserte e molto fredde come la Mongolia o certe parti dello Xinjiang sono tollerate, in realtà la Cina vieta le transazioni in criptovalute… e molti cinesi le usano. Come usano Apple, che ha dovuto sottostare alle leggi che prevedono la conservazione in territorio cinese degli archivi degli operatori anche stranieri, in pratica regalando al regime di Pechino i metadati raccolti dalle sue attività che coinvolgono cittadini cinesi. E questo si innesta sullo snodo epocale che vede le strategie della azienda di Cupertino guardare al mercato cinese come una prateria di un miliardo e mezzo di lavoratori di aziende appaltatrici delle produzioni Apple, convertiti in potenziali clienti, dopo essere stato un territorio dove sfruttare una enorme quantità di manodopera a basso costo.

Myanmar, terra di affari (come avevamo già visto con la Total nelle scorse settimane): la Cina sta cercando di comportarsi come se fosse tornata la normalità e fare affari, ovviamente intervenendo nei bisogni della repressione e quindi la fornitura di malware e firewall… in questo caso in competizione con il vicino Vietnam.

A Hong Kong si sta aspettando tra poco più di un mese la consueta celebrazione dell’anniversario di Tien’an Men e quest’anno probabilmente sarà ancora più osteggiata ogni forma di commemorazione.

Le notizie dalla pandemia sono poco rassicuranti sia in quella che era l’”isola” felice di Taiwan che finora aveva avuto pochissimi casi, mentre adesso è in pieno lockdown, come tutto il Sudest asiatico, in particolare la Thailandia dove il covid sta ponendo un freno alle proteste del movimento. E con la Thailandia concludiamo la puntata con un pezzo blandamente hardcore, che potete sentire dopo  i 17 minuti di sintesi dei fatti settimanali dalla voce (telefonica a questo giro) di Sabrina Moles:

“21 Smart and ghost cities in orbita geostazionaria tra meteoriti di bitcoin”.




Fonte: Radioblackout.org