Novembre 25, 2020
Da Infoaut
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Attivisti per la  giustizia climatica e i diritti umani si incatenano all’ingresso  di una cava israeliana per protestare contro il furto della terra palestinese e la distruzione dell’ecosistema locale.

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Fonte: English Version

Oren Ziv – 22 novembre 2020

Immagine di copertina: Attivisti israeliani per il clima e i diritti umani si incatenano all’ingresso della cava di HeidelbergCement nella Cisgiordania occupata per protestare contro un piano del governo per espandere la cava e costruire una zona industriale nelle vicinanze, il 22 novembre 2020 (Oren Ziv).

Dozzine di attivisti per la giustizia climatica e per i diritti umani hanno bloccato domenica mattina l’ingresso a una cava israeliana nella Cisgiordania occupata per protestare contro  il progetto di costruzione di una nuova zona industriale nell’area. Secondo i manifestanti, il piano di espansione della HeidelbergCement Quarry, che includerĂ  anche la costruzione di un nuovo cimitero israeliano, distruggerĂ  il corridoio ecologico del centro del Paese ed amplierĂ  l’annessione della Cisgiordania.

Gli attivisti, che fanno parte del gruppo “One Climate”, si sono incatenati all’ingresso della cava e hanno dispiegato un gigantesco cartello con la scritta “Stop the Destruction”, impedendo l’entrata e l’uscita dei camion che trasportano cemento attraverso il Paese. L’azione ha causato un grande ingorgo di camion fuori dalla cava, con un autista che ha stimato che la protesta ha  causato oltre 100.000 NIS di perdita per l’azienda.

Nel frattempo, altri attivisti hanno distribuito volantini ai passanti, compresi i camionisti palestinesi che si sono schierati in solidarietĂ  con i manifestanti. Dopo tre ore di protesta, gli agenti di polizia giunti sul posto hanno chiesto ai lavoratori della cava di  tagliare le catene dei manifestanti. Otto sono stati arrestati.

Il progetto  per espandere la cava di HeidelbergCement e costruire una zona industriale collegherebbe gli insediamenti israeliani di Elkana e Oranit (situati a est della cava) con la cittĂ  israeliana di Rosh HaAyin (a ovest della cava e all’interno della linea verde ), creando cosĂŹ una contiguitĂ  territoriale tra Israele e la Cisgiordania. La cava esistente – che Ăš di proprietĂ  e gestita da Hanson, una filiale israeliana della societĂ  tedesca HeidelbergCement, il secondo piĂč grande produttore di cemento al mondo – Ăš costruita su terreni appartenenti ai villaggi palestinesi di Deir Balut e al-Zawiya, espropriati dall’esercito israeliano negli anni ’80.

PoichĂ© la cava si trova sul lato “israeliano” del muro di separazione, di fronte a un checkpoint dell’IDF sulla Route 5, gli attivisti palestinesi della Cisgiordania non hanno potuto prendere parte alla protesta.

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La polizia israeliana arresta gli attivisti per il clima fuori dalla cava di HeidelbergCement nella Cisgiordania occupata durante una protesta contro il piano del governo di espandere la cava e costruire una zona industriale nelle vicinanze, il 22 novembre 2020 (Oren Ziv).

“Siamo qui per fermare i responsabili dell’occupazione e della crisi climatica. Siamo qui per chiedere giustizia climatica per tutti coloro che vivono in questa terra, uomini e animali, palestinesi e israeliani, donne e uomini, dI ogni gruppo, dI ogni identità “, ha detto Ya’ara Peretz, uno dei leader dell’azione.

Il piano di ampliamento della cava ù in attesa di approvazione da parte della commissione urbanistica del governo militare nei territori occupati, sotto l’egida del ministro della Difesa Benny Gantz.

I manifestanti hanno denunciato che il furto di risorse naturali dal territorio occupato e il loro trasferimento in territorio israeliano viola il diritto internazionale. “Queste colline appartengono anche ai villaggi che si trovano ad est del muro di separazione”, ha detto Peretz. “Secondo il diritto internazionale, le risorse qui appartengono ai palestinesi, non a Israele. Quello che stiamo vedendo qui ù un doppio furto. Furto della natura e dell’ambiente e furto della [terra] palestinese “. ha detto Peretz.

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La polizia israeliana arresta gli attivisti per il clima fuori dalla cava di HeidelbergCement nella Cisgiordania occupata durante una protesta contro il piano governativo di espandere la cava e costruire una zona industriale nelle vicinanze, il 22 novembre 2020. (Oren Ziv)

“Siamo  qui per fermare la distruzione, per stabilire il collegamento tra occupazione, annessione e clima”, ha detto Mor Gilboa, uno dei leader di One Climate, che si Ăš incatenato all’ingresso della cava. “Il piano per espandere la cava non viene portato avanti solo per ragioni economiche, ma anche per creare contiguitĂ  dall’insediamento di Elkana a Rosh HaAyin”, ha detto.

I manifestanti hanno aggiunto che le colline su cui si trova la cava fanno parte di un corridoio ecologico nel centro del paese che si estende dalla Cisgiordania alla pianura costiera e ospita molti animali tra cui cervi, iene, sciacalli e cinghiali selvatici . Diverse organizzazioni ambientaliste israeliane, inclusa la SocietĂ  per la protezione della natura in Israele, si oppongono al piano.

Oren Ziv Ăš fotoreporter, uno dei  membri fondatori del collettivo fotografico Activestills e  scrittrice per Local Call. Dal 2003, ha documentato una serie di questioni sociali e politiche in Israele e nei territori palestinesi occupati con un’enfasi sulle comunitĂ  di attivisti e le loro lotte. Il suo reportage si Ăš concentrato sulle proteste popolari contro il muro e gli insediamenti, alloggi a prezzi accessibili e altre questioni socio-economiche, lotte contro il razzismo e la discriminazione e la lotta per liberare gli animali.

Trad: Grazia Parolari “contro ogni specismo, contro ogni schiavitĂč” –Invictapalestina.org

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Fonte: Infoaut.org