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L’esercito israeliano ha fatto irruzione nel villaggio cisgiordano di At – Tuwani prelevando l’attivista Hussein Hureini, ancora non si conoscono i capi d’accusa. La storia della resistenza dei giovani palestinesi è stata testimoniata e verrà presto raccontata nel documentario “Sarura, the future in an unknown place”: in corso la campagna di crowdfunding.

10 Gennaio 2021 – 13:54

Due notti fa l’esercito di occupazione israeliano ha fatto irruzione all’interno del villaggio di At – Tuwani prelevando il giovane attivista Hussein Hureini. Senza accuse di reato, né prove di colpevolezza, secondo i suoi familiari si tratta dell’ennesimo fermo a fini intimidatori nei confronti dei palestinesi che resistono.

Arrestato nella notte di ieri sera Hussein Hureini, leader del collettivo Youth of Sumud impegnato nella resistenza non violenta contro l’occupazione in Cisgiordania.

Era tarda sera quando sei camionette dell’esercito di occupazione israeliano hanno fatto l’ennesima irruzione nel villaggio di At – Tuwani spaventando gli abitanti delle colline a sud di Hebron in Cisgiordania.

Come riferiscono i suoi compagni e testimoni dell’arresto, Hussein stava già dormendo quando una quindicina di soldati armati hanno iniziato a urlare e bussare con insistenza alla porta e si sono introdotti nell’abitazione. Le guardie una volta dentro casa hanno prima bloccato gli altri componenti della famiglia in un’altra stanza, e poi bendato e ammanettato Hussein caricandolo a forza su uno dei mezzi militari. Durante il raid l’esercito ha anche provato a sequestrare cellulari e telecamere alle persone presenti, i militari conoscono bene quanto gli smartphone siano uno strumento utile ai palestinesi per documentare le violenze subite.

Hussein, membro di una storica famiglia di At – Tuwani che da anni si spende attivamente nelle iniziative pacifiche di resistenza agli attacchi dei coloni e dell’Idf, è un attivista in prima linea nella resistenza palestinese. L’arresto sarebbe seguito a una lunga giornata di lotta svoltasi proprio nella valle che circonda l’area di At – Tuwani nelle ore precedenti.

Il giovane, assieme ai compagni del collettivo Youth of Sumud, aveva partecipato alle proteste in solidarietà a Harun Abu Aram, un palestinese che oggi rischia di restare tetraplegico dopo essere stato colpito al collo da una soldatessa israeliana durante degli scontri avvenuti di recente in un vicino villaggio.

Sami, questo il nome con cui è più conosciuta la vittima dell’arresto, si è da poco laureato in Diritti Umani nella vicina università di Hebron, conosce i suoi diritti e quelli dei palestinesi costretti a vivere sotto l’assedio sionista. Riceve costantemente minacce da parte dei militari che lo avvicinano dichiarandogli la chiara intenzione di arrestarlo definitivamente prima o poi. L’ultima volta era accaduto lo scorso dicembre quando era stato messo in stato di fermo e rilasciato subito dopo dietro cauzione.

Sami al momento si trova in carcere in attesa dell’udienza, bisognerà attendere la giornata di martedì per conoscere quali sono i capi d’accusa mossi nei suoi confronti e l’eventuale scarcerazione dietro cauzione.

La storia della resistenza dei giovani palestinesi è stata testimoniata e verrà presto raccontata nel documentario “Sarura, the future in an unknown place”, in corso di produzione e che chiuderà il prossimo 15 gennaio la campagna di crowdfunding sulla piattaforma Produzioni dal basso.




Fonte: Zic.it