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Parole di Mónica Caballero in solidarietà con la mobilitazione e lo sciopero della fame dei prigionieri anarchici e sovversivi trasferiti nel carcere di Rancagua (Cile, giugno 2021)

Negli ultimi giorni della prima settimana di giugno, la Gendarmería del Cile (Genchi) ha condotto un massiccio trasferimento di detenuti dal Carcere di Alta Sicurezza (CAS) al carcere di Rancagua, capoluogo della regione di O’Higgins, chilometri a sud di Santiago.

Tra i trasferiti ci sono degli anarchici e sovversivi: Juan Aliste Vega, Marcelo Villarroel, Mauricio Hernández Norambuena, Juan Flores, Joaquín García e Francisco Solar.

Il trasferimento di questi prigionieri è motivato dai mutamenti nella struttura del CAS, che dureranno circa un anno. Una volta terminati i lavori, secondo le informazioni fornite dalla Genchi, i prigionieri saranno ricondotti al carcere, un periodo durante il quale i miei compagni saranno lontani dal loro ambiente affettivo e politico. In questo modo, non solo il prigioniero viene punito, ma lo sono anche i/le suoi/e amici/e, compagni/e e familiari.

In tal senso, è inoltre importante sottolineare che nel territorio dominato dallo Stato cileno il libero transito tra le regioni non è permesso a causa delle misure di prevenzione della diffusione del Covid-19.

Nella regione metropolitana ci sono più di tre carceri dove avrebbero potuto lasciare i miei compagni, forse i potenti hanno approfittato del trasferimento per isolare e segregare ancora di più i prigionieri o magari nessuna delle carceri vicine soddisfa le condizioni di sicurezza per custodire i prigionieri ad alto rischio o potrebbe essere semplicemente un’altra forma di vendetta.

La mossa può essere giustificata da questi e altri motivi, ma ciò che è chiaro è che nessuna mossa del potere è dovuta ad un capriccio. Ogni cambiamento nell’infrastruttura del carcere, così come i trasferimenti dei prigionieri, deve essere effettuata con attenzione e in modo dettagliato.

Da un lato, le possibili modifiche introdotte nel CAS non sono di buon auspicio per i detenuti. Potrei formulare infinite speculazioni sulle possibili nuove misure di controllo e forse non ci riuscirei nemmeno.

Per prevedere cosa potrebbe cambiare nel CAS è necessario considerare che questo carcere non è, e non nacque, come qualsiasi altro carcere; il CAS è il carcere della Democrazia. È stato concepito ispirandosi al modello tedesco e irlandese [inglese, per il conflitto in Irlanda del Nord] nel contesto della lotta contro le organizzazioni rivoluzionarie.

Venne inaugurato nel ’94 come un complesso penitenziario buono e fino ad allora inedito, una struttura in cui si è cercato di implementare un rigido regime interno che, tra le varie cose, prevedeva visite per mezzo di sale appositamente destinate a tale scopo e un’ora nel cortile.

Inoltre, il carcere è praticamente impercettibile dall’esterno, il che lo rende ancora più isolato e invisibile.

Da un altro punto di vista, non è chiaro in quali condizioni carcerarie o regime sarebbero tenuti i prigionieri trasferiti. Il carcere di Rancagua è in concessione, il che significa che gran parte del suo funzionamento dipende da imprese esterne, a differenza del CAS, che dipende quasi interamente da entità statali. Questo si traduce, tra l’altro, nel fatto che il cibo del carcere viene portato da una società esterna come la Sodexo, che non fornisce le condizioni nutrizionali minime. Inoltre, nelle carceri in concessione, l’ingresso di pacchi da parte di amici e familiari è soggetto a limiti per praticamente tutti i tipi di alimenti, libri, ecc.

Attualmente tutti i prigionieri trasferiti sono tenuti rinchiusi 24 ore su 24 nelle loro celle, e ciò sarà mantenuto per quattordici giorni per l’eventualità del contagio da Covid, una disposizione completamente ingiustificata poiché non manterranno contatti con nessun altro prigioniero che non rientri nello stesso modulo, non avranno contatti con il resto della popolazione carceraria. Di fronte a questo scenario di isolamento totale e di fronte al nuovo regime carcerario, i prigionieri hanno iniziato uno sciopero della fame liquido, esigendo la fine delle condizioni di reclusione assoluta e il miglioramento della propria qualità di vita.

Tra i prigionieri in mobilitazione ci sono i compagni anarchici e sovversivi, il cui stato di salute, a poco più di un mese dalla fine di uno sciopero della fame durato cinquanta giorni, potrebbe divenire più complicato.

Con queste parole faccio appello a tutti gli individui e collettivi anticarcerari, antagonisti, antiautoritari affinché siano consapevoli della situazione dei compagni anarchici e sovversivi trasferiti nel carcere di Rancagua, i nostri compagni imprigionati non debbono mai sentirsi soli.

Mano aperta al compagno.
Pugno chiuso al nemico.
Solidarietà attiva e combattiva.

Mónica Caballero Sepúlveda, prigioniera anarchica.
Primi giorni di giugno 2021

[Testo in spagnolo su anarquia.info, traduzione italiana pubblicata in malacoda.noblogs.org].


Palabras de Mónica Caballero en solidaridad con la movilización y huelga de hambre de lxs prisionerxs subversivxs y anarquistas trasladados a la cárcel empresa de Rancagua (Chile, junio 2021)

Los últimos días de la primera semana de Junio, Gendarmería de Chile (Genchi) realizó un traslado masivo de presos de la Cárcel de Alta seguridad (CAS) hacia la cárcel de Rancagua, capital de la Región de O’Higgins, kilómetros al sur de Santiago.

Entre estos reclusos se encuentran los Anarquistas y Subversivos: Juan Aliste Vega, Marcelo Villarroel, Mauricio Hernández Norambuena, Juan Flores, Joaquín García y Francisco Solar.

El traslado de estos presos está motivado por los cambios en la infraestructura de la CAS, lo que se prolongará aproximadamente por un año. Una vez terminadas las obras, los presos serán devueltos a la prisión según la información entregada por GENCHI, tiempo en el que mis compañeros estarán alejados de su entorno afectivo y político. De esta manera no solo se castiga al prisionero, a su vez también a sus amigxs, compañerxs y familiares.

Además es importante recalcar que en el territorio dominado por el Estado Chileno no se permite el libre tránsito entre regiones por las medidas para prevenir el contagio del Covid 19.

En la región Metropolitana existen más de tres cárceles en las que podría haber dejado a mis compañeros, tal vez los poderosos aprovecharon el traslado para aislar y segregar aún más a los presos o quizás ninguna de las prisiones cercanas cumple con las condiciones de seguridad para custodiar a reos de alto riesgo o puede ser simplemente como otra forma de venganza.

El traslado puede estar justificado con esto y con otros argumentos, lo que sí es claro que ningún movimiento del poder es antojadizo. Cada cambio en la infraestructura del presidio como a su vez los traslados de presos es necesario realizarlos con cautela y detalle.

Por una parte, los posibles cambios que realicen en la CAS, no pueden augurar nada bueno para los reos. Podría realizar un sin fin de especulaciones en las posibles nuevas medidas de control y quizás me quede corta.

Para prever lo que podría cambiar en el CAS hay que tener en cuenta que esa cárcel no es y no nació como cualquier otra, el CAS es la prisión de la Democracia. Esta se ideó tomando el modelo Alemán e irlandés en la lucha contra las organizaciones revolucionarias.

En el año 94´se inaugura como un inédito y buen complejo penitenciario en el que se trató de implementar un estricto régimen interno que contemplaba visitas por medio de locutorios, una hora de patio, entre otros.

Además la prisión es prácticamente imperceptible desde el exterior lo que consigue un mayor aislamiento e invisibilización de la misma.

Desde otra perspectiva, no hay claridad en qué condiciones carcelarias o régimen, estarían los presos trasladados. La Cárcel de Rancagua es
concesionada, vale decir que gran parte de su funcionamiento, depende de empresas externas a diferencia del CAS que dependía casi completamente de entidades estatales. Esto se traduce entre otras cosas, por ejemplo, en que la comida de la prisión es traída por una empresa externa como sodexo lo que no provee las más mínimas condiciones nutricionales. A esto se le suma que en las cárceles concesionadas el ingreso de encomiendas por parte de amigxs y familiares es restringido en prácticamente todo tipo de alimentos, libros, etc.

Actualmente a todos los presos trasladados los mantienen encerrados 24 hrs, en sus celdas, esto se mantendría durante catorce días por posible contagio de Covid, medida completamente injustificada ya que ellos no mantendrán contacto con ningún otro preso que no sea de su mismo módulo, no tendrán contacto con el resto de la población penal. Ante este escenario de total aislamiento y nuevo régimen carcelario, los presos comenzaron una huelga de hambre líquida, exigiendo fin a las condiciones de encierro absoluto y mejoras en su calidad de vida.

Entre los presos movilizados están los compañeros anarquistas y subversivos, quienes a poco más de un mes de terminar una huelga de hambre de cincuenta días, hacen que su estado de salud se pueda complejizar.

Con estas palabras realizo un llamado a todas las individualidades y colectivos anticarcelarios, antagónicos, antiautoritarios a estar pendientes de la situación de los compañeros anarquistas y subversivos trasladados a la cárcel de Rancagua, nuestros compañeros presos no pueden nunca sentirse solos.

Mano abierta al compañero.
Puño cerrado al enemigo.
Solidaridad activa y combativa.

Mónica Caballero Sepúlveda, presa Anarquista.
Primeros días de junio del 2021

[Tomado de anarquia.info].




Fonte: Malacoda.noblogs.org