Gennaio 16, 2023
Da Piccoli Fuochi Vagabondi
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Riceviamo e diffondiamo questo comunicato solidale, riguardo a due compagni e una compagna indagatx per un corteo a Cesena, svoltosi nel novembre 2021 contro la repressione dell’antifascismo locale, la presenza di fascisti nelle piazze e allo stesso tempo contro le misure assolutamente arbitrarie e poliziesche – mascherate da misure di salute pubblica – della gestione governativa durante l’epidemia virale di covid.

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Il 13 Novembre 2021 a Cesena, dopo un anno e mezzo totalmente immersx nelle “restrizioni” militar-sanitarie giustificate con l’”Emergenza Covid”, viene lanciato un corteo contro il Green pass e contro la repressione.
Da parte di chi scrive, il valore di quel corteo lo riconosciamo inserendolo nel presente che stavamo vivendo che annoverava la quasi scomparsa delle attività “di piazza”, pochissimi spazi di confronto e dibattiti reali, non mediati da dispositivi virtuali, anche in ambienti anarchici, libertari, radicali; i fascisti tentavano, mimetizzandosi o rivendicandosi apertamente, l’opposizione anti-governativa in strada*; c’era, nel complesso, tanto disorientamento ma in moltx, sempre di più con l’andare del tempo, anche tanta rabbia, esasperazione e voglia di smuovere le cose.
C’era tanta confusione nella mente di tantx e ci piace ricordare che anche tra chi scendeva in strada al fianco di quelli che, noi, da anarchicx, abbiamo ritenuto e riteniamo fascisti o reazionari, lo ha fatto spinta dalla genuina voglia di protestare, di reagire, non per regalare consensi ai capipopolo di turno.
Quel corteo, che sinteticamente potremmo ricordare in uno slogan urlato quel giorno in strada “NO STATO, NO FASCI, NO GREEN PASS”, nasceva nello “stato d’eccezione permanente” inaugurato con il massacro nelle carceri del marzo 2020 e che nei mesi a seguire ha sperimentato su tuttx noi misure di repressione e controllo/limitazione/trasformazione della socialità mai avute prima in tempo di “pace”.
Durante la manifestazione non si respira paura o rassegnazione all’infame e numerosissima presenza delle divise dello Stato, ma insofferenza che poi si tramuta in rabbia e resistenza quando le guardie cercano di portarsi via alcunx partecipanti.
Quello che ne deriva è che uno sbirro finisce a terra e il suo strumento da stalker, una videocamera, sparisce.
Per questi fatti sono statx perquisitx e ora sono sotto processo due nostri compagni e una nostra compagna con le accuse di rapina aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.
Isolamento sociale, repressione capillare, obbligo all’obbedienza, atomizzazione degli individui, criminalizzazione della solidarietà: questa la linea imposta dalla tecnica al governo e dallo Stato di polizia.
In quel momento specifico tutti questi abomini del dominio sono saltati, seppur per un breve istante. Crediamo che a muovere la pesante mano della giustizia più che l’onta per un soldatino caduto o una videocamera scomparsa, sia l’insofferenza nel vedere che quel dispositivo titanico di oppressione può saltare in ogni momento.
Creare giuste occasioni che facciano da innesco resta il nostro desiderio più grande.
Vorremmo che il processo che si aprirà a Febbraio 2023 diventasse l’occasione per esprimere solidarietà verso chi è accusatx di non tirarsi indietro di fronte alla violenza degli sbirri.
Ad oggi, con i fascisti al governo, il cui primo decreto lampo è stato quello contro i rave, e le guardie sempre più brutali (un esempio su tutti la spedizione punitiva a Roma contro Hasib Omerovic, torturato e buttato giù dalla finestra), crediamo che sia fondamentale riscoprire il valore e l’utilità della solidarietà contro l’arroganza dello Stato, dei padroni e dei loro servi in divisa.
La repressione, che in quei giorni toccava livelli inediti, non fa passi indietro e la situazione estrema del compagno Alfredo Cospito che, piuttosto che piegarsi al regime 41bis, ha deciso di intraprendere uno sciopero della fame fino alla morte, ne è la prova più spietata e presente.
Con la consapevolezza che per reagire ai colpi di questa mannaia abbiamo tanto da fare, vogliamo con queste parole chiamare alla solidarietà attiva, in quanto consideriamo fondamentale che la conflittualità, il mutuo appoggio, l’insubordinazione contro l’ordine e la repressione si diffondano come il più bello dei virus.

Gennaio 2023

Alcunx Anarchicx complici e solidali con le persone imputate per i fatti del 13/11/2021

(*A posteriori potremmo dire che il raggiungimento dell’egemonia di strada i fasci non sono affatto riusciti ad ottenerlo, mentre l’opposizione politica ha fortemente premiato i partiti e i gruppetti fascisti, FDI in primis, tanto da fargli vincere le ultime elezioni. Nel contesto cesenate ricordiamo che i “no paura day”, erano dei meeting animati, non solo in città ma a livello romagnolo e nazionale, da gente riconducibile al rosso-brunismo fino al nazi-fascismo schietto. Come già detto, non valutiamo però della stessa risma tuttx coloro che, ignarx o ingannatx, sono scesx per mesi al loro fianco per protestare. All’oggi, comunque, di quelle esperienze ci pare sia rimasto poco.)

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Qui sotto il manifesto di convocazione del corteo di Cesena del 13/11/2021




Fonte: Piccolifuochivagabondi.noblogs.org