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Bologna for climate justice: “L’eredità più pesante di questa amministrazione”. Rete lotte ambientali: “Scelta contro i bolognesi e contro i pendolari”. Annunciata biciclettata di protesta per il 16 gennaio.

28 Dicembre 2021 – 12:35

il Consiglio comunale di Bologna poco dopo l’una di stanotte ha approvato l’ultima delibera che dà il via libera al potenziamento dell’asse tangenziale-autostrada. A causare il ritardo l’ostruzionismo dell’opposizione. La delibera è passata con i voti di tutte le forze di maggioranza a eccezione dei Verdi.

Scrive oggi Bologna for climate justice: ” Se il progetto sarà realizzato, si tratta dell’eredità più pesante che lascerà questa amministrazione comunale al termine del proprio mandato. Durante la campagna elettorale, tante/i candidate/i dell’attuale maggioranza avevano fatto a gara a definirsi ecologiste/i. Ma non basta raggiungere in bici Palazzo d’Accursio per il primo consiglio comunale per rivendicare attenzione al territorio e al futuro delle prossime generazioni. La rivoluzione ambientale non si fa con le mitigazioni, ma con atti radicali capaci di cambiare drasticamente rotta: fermare un’opera pensata vent’anni fa per dare a Bologna l’opportunità di cambiare strada non è un atto rivoluzionario, è semplicemente il primo passo per costruire la transizione climatica. Questo passo il Comune di Bologna non lo ha fatto, e per questo ha preso un’altra strada: quella che guarda all’economia prima che alla salute, ai profitti a breve termine prima che alle prossime generazioni. Chi ha votato a favore di questa delibera – e chiunque voglia ancora investire su strade e autostrade nel pieno dell’emergenza climatica, come ha fatto recentemente la Regione – se ne assume la piena responsabilità: hanno votato per il cemento e l’asfalto, per il trasporto su gomma, per l’aumento delle emissioni climalteranti. Questa è una scelta politica, e non c’è modo di mitigarla e compensarla. Un’ingiustizia, in ogni caso, non diventa giusta attraverso un voto: per questo continueremo a essere al fianco dei Comitati che da decenni, con coerenza, si battono contro questa grande opera inutile che mette a rischio la salute dei residenti e degli automobilisti e incentiva un modo di far muovere persone e merci incompatibile con il futuro dell’umanità su questo pianeta”.

Ieri pomeriggio, a seduta ancora in corso (ma non c’erano dubbi sull’esito) la Rete lotte ambientali bolognese, dopo il blitz a Palazzo d’Accursio, aveva già dato appuntamento per un prossimo momento di protesta, una biciclettata da piazza dell’Unità il 16 gennaio alle 14. Scrive la Rete: “È una scelta politica ideologica e irresponsabile presa senza aver prima condotto un’indagine epidemiologica indipendente che valuti l’impatto dell’attuale e della futura infrastruttura sulla salute dei bolognesi e che aumenterà l’inquinamento in città, senza alleviare i disagi dei pendolari alle prese con code quotidiane. Altre città e regioni europee hanno investito sul trasporto pubblico e sulla mobilità dolce, disincentivando l’uso dell’auto e attivando politiche per spostare dalla gomma al ferro il trasporto delle merci. Bologna e l’Emilia Romagna vanno in controtendenza e si allontanano dall’Europa, approvando infrastrutture che inquinano e non favoriscono un cambiamento locale e nazionale nel sistema della mobilità. Con quale coerenza il Comune di Bologna si candiderà a essere tra le cento città che la Commissione Europea selezionerà per indicare la strada della transizione climatica, quando ha appena approvato un’opera che, come dice lo stesso progetto, farà aumentare il traffico e crescere dal 40% al 50% il contributo del Passante all’inquinamento cittadino? Questa scelta è contro i bolognesi e contro i pendolari, costretti a respirare ogni giorno l’inquinamento di strade e autostrade e ad affrontare code e disagi perché le istituzioni preferiscono spendere i soldi pubblici in asfalto piuttosto che produrre un vero cambiamento nella mobilità locale, regionale e nazionale. E’ una scelta politica, della quale ogni consigliera/e che ha votato a favore porterà la responsabilità. Il voto, tuttavia, non chiude questa vicenda. Noi siamo per la tutela della salute; rivendichiamo un futuro per le prossime generazioni attraverso una rivoluzione ambientale e climatica; ci mobilitiamo perché i bolognesi possano essere liberati dal traffico che il Passante farà aumentare”.




Fonte: Zic.it