Novembre 21, 2020
Da USI/CIT Cooperative Sociali
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La tanto attesa riapertura delle scuole, in piena emergenza Covid-19, ha puntato la luce su ciĂČ per cui le istituzioni non hanno mai trovato una soluzione concreta: le endemiche difficoltĂ  e criticitĂ  del sistema scolastico.
Al tempo stesso, l’attuale situazione sanitaria ha generato innumerevoli domande sulle possibilità di fare scuola con metodi e strumenti differenti.
La scuola intesa come educazione e non come istituzione, dovrebbe essere uno spazio aperto in cui tutti i soggetti coinvolti (studentesse e studenti, genitori, lavoratrici e lavoratori) possano concorrere alla creazione di momenti di crescita personale e di discussione critica in un rapporto paritario e antiautoritario.
Una scuola solidale ed egualitaria che consenta a tutti gli studenti di accedere all’educazione e che sviluppi rapporti orizzontali fra ragazzi ed adulti.
Appare evidente come questo modo di intendere la scuola non possa essere ritenuto la risposta ai bisogni della società capitalistica, la cui stessa ragion d’essere ù fondata sul profitto e lo sfruttamento.
L’abbattimento delle diseguaglianze economiche e sociali non puĂČ essere, infatti, un obiettivo perseguito seriamente da questo o altri Governi, dato che le diseguaglianze stesse sono al contempo figlie e genitrici del sistema capitalistico.
Anche l’attuale emergenza sanitaria ha alimentato tali disparità, conducendo ad una revisione netta delle modalità lavorative e ad una forte diminuzione delle protezioni contrattuali e infortunistiche per tutte le lavoratrici e i lavoratori.
Ha generato inoltre metodologie come la D.A.D, in grado di moltiplicare le disuguaglianze pregresse e promuovere ulteriori gerarchie e sfruttamento.
In questo contesto riteniamo necessario riscoprire e attuare quelle pratiche libertarie, orizzontali e antiautoritarie che sono esempi concreti di come sia possibile fare educazione dal basso. Pratiche che riconfermano la loro attualità e che crediamo siano importanti da coltivare anche in una fase successiva per sostenere un’educazione autenticamente trasformativa dell’esistente.
Oggi piĂč che mai davanti alle politiche devastanti del Governo Ăš necessario costruire mobilitazioni e per questa ragione come Collettivo LouiseMichel sosteniamo tutte le lotte della scuola che si muovono compatte con caratteristiche libertarie. A partire dagli scioperi del 24 e 25 Settembre indetti dal sindacalismo di base, la mobilitazione del 26 Settembre indetta da PrioritĂ  alla Scuola e lo sciopero generale contro il Governo del 23 Ottobre indetto da un cartello di sindacati di base.

Collettivo LouiseMichel
Reggio Emilia, 18 Settembre 2020




Fonte: Usicoopsociali.noblogs.org