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Iniziativa messa in campo oggi con banchi, sedie e manifesti da Saperi Naviganti: studentesse/i in piazza “per rivendicare il loro diritto allo studio, alla libertà d’espressione e all’autogestione”.

27 Novembre 2020 – 18:53

“Zona U piazza Aperta: studenti e studentesse aprono piazza Verdi e creano un’area studio autogestita”, per “rivendicare il loro diritto allo studio, alla libertĂ  d’espressione e all’autogestione”. Lo segnala Saperi Naviganti, raccontando cosĂŹ la giornata: “L’iniziativa, tenutasi dalle ore 10 alle 18, ha portato alla creazione di un’area studio autogestita in uno dei luoghi simbolo della zona universitaria, piazza Verdi. La piazza, da mesi ormai transennata, Ăš stata infatti riaperta in maniera simbolica per ospitare banchi, sedie e manifesti con i quali studenti e studentesse hanno espresso criticitĂ  e bisogni della comunitĂ  studentesca, resi ancora piĂč evidenti da questi mesi di pandemia“. In questi mesi, “l’unico accorgimento messo in atto da politiche ed istituzioni per il diritto allo studio- scrive il collettivo- Ăš stato quello dell’introduzione della didattica a distanza, cosĂŹ da poter proseguire ‘regolarmente’ con lezioni ed esami. Non una minima attenzione verso chi non aveva il privilegio di avere una connessione wi-fi a casa. Non una minima attenzione verso chi non aveva una situazione abitativa che potesse garantire la giusta concentrazione per studiare e seguire le lezioni. Non una minima attenzione verso l’impatto psicologico che questa pandemia, l’isolamento, la perdita di contatti e luoghi di scambio e collettivitĂ  potessero avere su studenti e studentesse. Non una minima attenzione verso la crisi economica che ha colpito tantissime famiglie in questi mesi, che non hanno visto nĂ© una riduzione delle tasse universitarie nĂ© l’introduzione di maggiori tutele legate agli sciacallaggi di proprietari e proprietarie di casa nei confronti degli studenti e delle studentesse fuorisede”.

Continua il comunicato: “Ci Ăš stato chiesto di rimanere performanti, continuare a studiare, continuare a fare esami come se niente fosse, riversando su di noi stress, responsabilitĂ  e sensi di colpa nel momento in cui non potevamo o non riuscivamo a stare al passo con la velocitĂ  di stampo imprenditoriale che l’UniversitĂ  sta assumendo. Proprio in virtĂč di ciĂČ che abbiamo vissuto negli ultimi mesi e di ciĂČ che dovremo affrontare nei prossimi Ăš fondamentale creare spazi di confronto e comunità”. I manifesti colorati che hanno tappezzato le transenne di piazza Verdi “descrivono ciĂČ che caratterizza realmente l’UniversitĂ  di Bologna, al di lĂ  della sua immagine di facciata. Si parla infatti della necessitĂ  di un’UniversitĂ  veramente inclusiva e accessibile a tutti e tutte dal punto di vista economico. Di un’UniversitĂ  che garantisca e tuteli spazi in cui poter studiare e potersi confrontare per creare una comunitĂ  consapevole e autodeterminata. Di un’UniversitĂ  che si prenda cura del benessere delle proprie studentesse e dei propri studenti sotto ogni aspetto, dalla salute mentale alla libertĂ  di espressione, dalla sicurezza degli spazi all’attenzione verso l’ambiente, dalla tutela del diritto all’abitare alle politiche internazionali che, al di lĂ  delle sagome di Patrick Zaky in giro per gli spazi universitari, dovrebbero prendere posizioni concrete contro dinamiche violente e oppressive”.




Fonte: Zic.it