Novembre 21, 2020
Da Fuochi Di Resistenza
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Emulare, copiare, imitare: erano i sentimenti che più diffusamente traspiravano dai post sui canali social in preparazione del raduno di lunedì 2 novembre in Piazza Vittoria a Brescia.

Settori della Curva Nord dello stadio capeggiati da Brigata Leonessa, Enzo Ghidesi (portavoce della Curva Nord Brescia, è a sua detta ‘apolitico’, ma con tendenze di estrema destra visti gli elementi che compongono il direttivo, ma questo è un altro discorso, e che per l’occasione ha rivestito i panni del Berlusconi de “noantri” in un sgrammaticatissimo post su FB in cui annunciava la sua discesa in campo perché la situazione lo richiede) e formazioni politiche, quali Brescia ai Bresciani, Forza Nuova, Azione Sociale con il variegato arcipelago fascistoide locale, avevano chiamato a gran voce la mobilitazione contro i DPCM per il contenimento dei contagi da Covid, contro l’uso delle mascherine, contro la chiusura di bar e ristoranti.

Da quindici giorni martellavano sulla necessità di riempire la piazza e mettere Brescia a “ferro e fuoco” con scontri e violenze, come quelli già visti in questi giorni in altre città.

La richiesta di manifestare è stata fatta da un non ben precisato gruppo di commercianti e il Questore l’ha autorizzata. Durante la manifestazione le forze dell’ordine hanno tollerato l’assembramento di centinaia di individui senza alcun distanziamento, in barba a qualsiasi norma di prevenzione.

Nella città chiusa e deserta, si sono assiepati sulle scalinate di piazza Vittoria i manifestanti, in larga parte ultras della Curva Nord e noti fascisti locali vecchi e giovani.

Imponente il dispiegamento di polizia e carabinieri in assetto antisommossa che cingeva tutta la zona di Piazza Vittoria. Piazza della Loggia, via X Giornate e la zona verso Piazza del Mercato erano completamente transennate e sorvegliate da numerosi agenti. Mentre nella zona di via Verdi, e in particolare l’ingresso alla piazza adiacente a Corsetto Sant’Agata, non vi era alcun presidio di polizia né in divisa, né in borghese. Da quel lato entravano ed uscivano senza alcun controllo cittadini a passeggio, passanti, balordi e senza fissa dimora. Insomma, un dispositivo assai “strano”. Sarà un caso che proprio in quella zona si sono registrati i momenti di tensione narrati da tutti gli organi di stampa? Sarà un caso che proprio in quel punto un manifestante sia rimasto gravemente ferito dallo scoppio di una bomba carta? Di bombe quella sera in piazza ne sono esplose almeno tre. Le prime due scoppiate nel centro della piazza durante la manifestazione in una classica coreografia da stadio tra fumogeni, striscioni e bandiere tricolore. La terza il neo-Questore, già pochi minuti dopo l’accaduto, l’aveva attribuita a un gruppo di provocatori: antagonisti, che poi diventano un gruppetto di immigrati. In seguito lo stesso Questore cambia versione, affermando che si trattava di giovani dell’Est, infine di albanesi. Possibile che con centinaia di agenti in assetto antisommossa possa circolare liberamente un gruppo organizzato che entra armato di bombe nel cuore di un presidio? E come è possibile che una parte del presidio si sposti verso l’unico varco non presidiato nel palese tentativo di inscenare un corteo, e che proprio in quel frangente il “kamikaze” albanese dia fuoco alla miccia di una bomba carta? Ci pare evidente che qualcosa non torna. Ci pare evidente che il dispositivo di polizia ha lasciato aperto un varco “assai invitante”; quando alcune decine di manifestanti si spostano correndo verso via Verdi con la scusa dei provocatori, solo qualche poliziotto in borghese e 7/8 celerini si interpongono. Poi lo scoppio, tremendo, e la mano dell’ultrà che si spappola. Immediato l’ordine gracchiato al megafono di fermarsi, di ripristinare la calma. Se non ci fosse stato questo incidente cosa sarebbe accaduto? Sarebbe stato messo in scena quanto promesso sui social? E cioè si sarebbero viste anche a Brescia le scene registrate altrove? Non è dato sapere. La cosa certa è che il comportamento della Questura è stato apparentemente dilettantistico. Quando si tratta di manifestazioni dalla chiara matrice fascista le questure, oltre a garantirgli il diritto a manifestare, hanno spesso atteggiamenti tolleranti e consenzienti. Il balletto delle dichiarazioni del Dott. Signer sta a dimostrare superficialità, imbarazzo, arroganza (come si può pensare che a introdurre i petardoni siano stati presunti migranti e non gli ultras che abitualmente fanno uso di questi ordigni ogni partita in casa e in trasferta? E che come abbiamo visto, auspicavano di mettere a ferro e fuoco la città?). Infatti è da tempo che a Brescia gli episodi che vedono coinvolti estremisti di destra vengono attribuiti ad ambienti ultras o di spaccio. Emblematico è il caso dei colpi di pistola contro il centro migranti di Collebeato dello scorso giugno, a sparare e a fornire la pistola furono rispettivamente Rolando Bonassi e Adriano Raccagni entrambi ultras, consumatori/spacciatori ma anche neofascisti, il primo presente al pogrom razzista di San Colombano di Collio, il secondo noto a Collebeato per le minacce al sindaco del PD, per impedire manifestazioni antifasciste, e ad avversari politici). Sulle pagine facebook di noti neofascisti bresciani, in un primo momento si sono lette affermazioni della serie: “provocazioni dei centri sociali”, poi “immigrati”, ma poi qualsiasi riferimento ai provocatori sparisce e partono le contestazioni ai giornalisti, rei di fantasiose ricostruzioni. Quale è la verità dei fatti? Quali erano le intenzioni? Perchè c’erano in piazza tutte queste bombe carta e fumogeni? Leggendo i proclami della vigilia è fin troppo semplice darsi delle risposte. La manifestazione fino a quel momento si era svolta con qualche intervento che andava dal “Covid è una bufala” a “Basta pagare le tasse”, “Togliamoci la mascherina”, “Chi se ne frega dei distanziamenti”, “Libertà, libertà”.

Slogan stile stadio contro Conte ed il Sindaco Del Bono, fischi quando una manifestante si è permessa di invitare ad un linguaggio non volgare, così si è consumata l’assurda pagliacciata.

Una manifestazione inutile, apologetica, con contenuti politici reazionari e fascisti, condannata da tutte le forze politiche e amministrative della città.

Un inutile assembramento di persone.

Il Covid ringrazia!!!

(Sig. Questore è partito proprio male!)



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Fonte: Fuochidiresistenza.noblogs.org