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Nel luglio del ’36 scoppia la rivoluzione spagnola. Non una semplice lotta antifascista contro l’esercito di Franco, ma l’opportunità di costruire una società dove la libertà e l’uguaglianza trovano un’applicazione reale e quotidiana che soltanto l’anarchismo è in grado di dare.
Una rivoluzione soffocata grazie all’intervento degli eserciti di Hitler e Mussolini, grazie all’indifferenza delle democrazie borghesi e alle pugnalate alle spalle degli agenti stalinisti.
La lotta non si è mai placata del tutto: anche durante il regime franchista gli anarchici continuano a resistere. Anche grazie alla solidarietà di compagni che si trovano all’estero: Anarchist Black Cross e, in Italia, la Croce Nera Anarchica che vide Giuseppe Pinelli tra i più importanti attivisti. Un attività di sostegno finanziario e materiale a favore dei rivoluzionari, non solo spagnoli.
Questa memoria non va cancellata, va difesa e preservata.
Qui il primo numero di Croce Nera

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Fonte: Ponte.noblogs.org