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digitalizzata una selezione di documenti dal fondo pio turroni

L’abbiamo già ripetuto innumerevoli volte, lo ripeteremo ancora: il contributo di Pio Turroni (Cesena, 30/05/1906 – 7/04/1982) è stato fondamentale per l’esistenza dell’Archivio Giuseppe Pinelli – quantomeno nella sua consistenza attuale –, come è stato fondamentale il suo ruolo di “padre” (o “nonno”) anarchico nel trasmettere al gruppo fondatore del nostro centro studi l’ethos e il pathos del suo anarchismo, l’eredità di una tradizione anarchica classica e anti-organizzatrice.

La vita di Turroni è una vita di aspre lotte, di resistenza al fascismo e di agitazione culturale: partecipa alla rivoluzione spagnola, dove è stretto collaboratore di Camillo Berneri; si trova poi a Marsiglia, dove fino allo scoppio della seconda guerra mondiale aiuta gli esuli spagnoli e italiani perseguitati dai rispettivi regimi a mettersi in salvo e sopravvivere grazie agli aiuti degli anarchici italoamericani; alla fine della guerra sarà grande promotore di iniziative editoriali anarchiche, tra cui la rinascita di «Umanità Nova» e la fondazione delle Edizioni de L’Antistato.

Dieci anni fa, nel trentennale della sua morte, gli abbiamo dedicato un numero speciale del Bollettino.


Già nella seconda metà degli anni Settanta, tra il 1976 e il 1978, Pio Turroni aveva donato la sua ricca biblioteca al Centro Studi Libertari: casse e casse di libri, periodici e opuscoli che si sono andati ad assommare alla piccola raccolta di volumi curata e gestita da Pino Pinelli presso la biblioteca del Circolo Ponte della Ghisolfa, che rappresenta il vero e proprio nucleo documentale originario dell’archivio a lui intitolato.

In seguito alla sua scomparsa, avvenuta nel 1982, a questa mole di materiale si è aggiunta quella del suo archivio personale, dal quale è possibile ricostruire la fitta rete di contatti che Turroni ebbe sia in Italia sia all’estero, in particolare con il movimento anarchico italo-americano raccolto intorno alla testata l’«Adunata dei Refrattari» di Raffaele Schiavina (alias Max Sartin).

Gran parte del Fondo è composto da lettere. Vi sono poi ritagli di giornale, volantini, opuscoli, fotografie, scritti, appunti, materiale preparatorio e di studio, materiale contabile relativo all’attività editoriale della casa editrice L’Antistato, della rivista «Volontà», del «Notiziario GIA», documentazione personale di Turroni riguardante la sua attività di giornalista, diplomi, licenze, documenti personali.

Per commemorare il quarantennale della sua morte, abbiamo digitalizzato alcuni dei documenti conservati nel fondo Pio Turroni, che sono ora consultabili su questo sito. È inoltre disponibile l’inventario completo del Fondo.




Fonte: Centrostudilibertari.it