Maggio 3, 2022
Da Radio Blackout
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Sabato 7 maggio saranno esattamente 50 anni dalla morte di Franco Serantini, massacrato di botte dalla polizia durante un corteo antifascista il 5 maggio del 1972. Franco venne arrestato e gettato in carcere nonostante fosse gravemente ferito, vi agonizzerà sino all’alba del 7 marzo, giorno di elezioni.
La manifestazione del 5 era stata indetta per impedire al missino Niccolai di fare il proprio comizio elettorale. Pochi giorni prima Almirante era stato cacciato via da Livorno. A Pisa la polizia difese il comizio fascista con cariche violentissime. Franco venne raggiunto, gettato a terra e colpito dai poliziotti con il calcio dei fucili, con gli scarponi. Un testimone lo vide a terra completamente accerchiato da un nugolo di tutori dell’ordine che lo colpivano senza pietà.
Franco aveva vent’anni, faceva parte del gruppo Pinelli della FAI ed era attivissimo nelle lotte. Orfano, viveva in un istituto che somigliava ad una prigione.
La polizia tentò di insabbiare tutto, ma non ci riuscì. Al processo che ne seguì gli autori materiali dell’omicidio, e il direttore sanitario del carcere, il dottor Mammoli, vennero assolti.
Fuori dai tribunali la verità emerse: i particolari del feroce pestaggio, la stessa autopsia ne raccontarono la morte atroce. Per non dire di Mammoli, che all’ingresso in carcere, decise per la cella e non per l’ospedale.
Per ricordare e lottare è stato indetto un corteo il 7 maggio.
La memoria di ieri si fa viva nelle lotte di oggi.
Per questa ragione il corteo del 7 maggio, oltre a mantenere forte il ricordo della ferocia del potere, avrà come obiettivo il contrasto al fascismo e alla guerra.
Appuntamento alle ore 15 in piazza XX settembre a Pisa.
Ne abbiamo parlato con Dario Antonelli

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Fonte: Radioblackout.org