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Nella giornata del Primo Maggio si è svolta a Milano la manifestazione organizzata da CUB, USB, SGB, SLAI Cobas, USI-CIT preannunciata da un documento diffuso contro la guerra e l’economia di guerra, contro l’invio delle armi e l’aumento delle spese militari decretato dal governo.

Contro il caro vita, rivendicando l’adeguamento dei salari al costo della vita, il ripristino della scala mobile, un salario minimo garantito a tutti. Soprattutto contro le spese militari e il taglio dei servizi pubblici, rivendicando investimenti sulle spese sociali necessarie come scuole, case, trasporti e sanità pubblica.

 Con il Primo Maggio si celebra la grande lotta operaia avvenuta negli Stati Uniti nel 1886 per la conquista della giornata lavorativa di 8 ore e si ricorda anche l’uccisione per impiccagione di 5 anarchici a Chicago per essere stati alla testa di quelle lotte.

Il Primo Maggio è una giornata rivendicativa dei diritti della classe lavoratrice che si celebra in tutto il mondo.

Questo Primo Maggio si è manifestato soprattutto contro la guerra scoppiata nel cuore dell’Europa e che rischia di diventare la terza guerra mondiale dalle conseguenze catastrofiche per tutta l’umanità.

Una guerra causata dagli opposti interessi di Russia e paesi Nato, con gli USA in testa, e fomentata dall’industria bellica che ne ricavano enormi profitti.

Contro il caro vita, conseguenza della guerra, per cui a pagare sono sempre lavoratori e lavoratrici.

Solo una società senza più sfruttamento, né servi né padroni, può garantire uguaglianza, libertà e giustizia sociale, bandendo la guerra stessa. Ed è per queste rivendicazioni che diversi sindacati di base e conflittuali, tra cui USI CIT, si sono accordati per dichiarare lo sciopero generale nella giornata del 20 maggio, una mobilitazione che sta raccogliendo sempre più adesioni.

L’appuntamento che è stato dato a Milano dai sindacati di base più sopra menzionati per la manifestazione di protesta era al Piazzale Portello, dove un tempo c’era la fabbrica  dell’ Alfa Romeo e che ora è  un grande Centro Commerciale. Pertanto la prima iniziativa si è svolta in un corteo che attraversa le strade e i porticati di tutti quei negozi aperti nel giorno del Primo Maggio, gridando slogan come “lavoro, diritti, dignità” e “fuori la Nato dall’Italia, fuori l’Italia dalla Nato”. Alla testa del corteo uno striscione “1° Maggio di lotta/Contro la guerra e l’economia di guerra/Rilanciamo i diritti di noi lavoratori” portato da compagni con le rispettive bandiere del sindacato di appartenenza.

Poi il corteo, colorato da tutte le bandiere delle varie componenti dei sindacati organizzatori, si è avviato con in testa il camion con le casse di amplificazione dalle quale uscivano note musicali e canzoni, intervallate da interventi che gridavano la protesta  e le rivendicazioni espresse nel documento d’indizione. C’era anche una componente studentesca che si faceva sentire richiamando all’unità di lotta con i lavoratori e contro l’alternanza scuola-lavoro.  Dopo circa due ore di marcia si è arrivati all’Arco della Pace come era stabilito dove sarebbe confluito anche l’altro corteo dell’ area creativa e spazi sociali, con cui non si è riuscita ad accordarsi per un unico corteo. Purtroppo il tentativo di accordarsi è avvenuto troppo tardi quando i progetti erano già stati elaborati.     Enrico




Fonte: Usi-cit.org