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Le/gli insegnanti dell’Istituto comprensivo 5 hanno manifestato davanti all’Ufficio scolastico provinciale e regionale, rivolgendo anche un appello alle/i colleghe/i delle altre scuole e ai genitori: “Uniamo le nostre forze a partire da questo appuntamento per costruire un percorso che riprenda con più forza e determinazione durante il prossimo anno scolastico”.

17 Giugno 2021 – 12:07

Presidio “per il Tempo pieno, per organici adeguati ad una scuola di qualità e in sicurezza” ieri, su iniziativa dell’Assemblea docenti scuole primarie dell’Ic 5, davanti all’Ufficio scolastico provinciale e regionale. Così gli insegnanti spiegano le ragioni della protesta: “Il 10 maggio scorso abbiamo elaborato come insegnanti delle scuole primarie dell’Ic 5 di Bologna un documento indirizzato al ministro Bianchi e all’Ufficio scolastico regionale e provinciale per sostenere la richiesta che fosse assegnato alle scuole con un’apertura oraria di 40 ore un organico del Tempo pieno, cioè due docenti per sezione”. La richiesta “non aggiungeva nulla alla richiesta del Dirigente formulata per via gerarchica, ma spiegava la difficilissima situazione didattica vissuta dalle classi aperte per 40 ore settimanali senza l’organico adeguato. Una situazione comune a molte scuole negli ultimi anni, nei quali la giusta richiesta dei genitori di un tempo scuola esteso non ha trovato una corrispondente assegnazione di personale per attuarla garantendo la qualità dell’offerta educativa. La risposta purtroppo – a livello nazionale – è stata del tutto deludente. Così anche a livello provinciale gli organici di insegnanti confermano quelli del passato e anche alle nostre scuole non è stato assegnato alcun docente in più”.

Ma è “indispensabile un organico adeguato”, scrivono gli insegnanti: “L’assegnazione di due docenti per classe nel modello a Tempo pieno, infatti, permette di evitare il carosello dei docenti nelle classi, consente di organizzare le uscite nel territorio, consente di organizzare recuperi attraverso lavori a gruppi nelle ore di compresenza, rende possibile una didattica meno trasmissiva e un maggiore ascolto dei bambini, garantisce una stretta condivisione del lavoro tra i docenti. Dove l’assegnazione dei due docenti manca queste condizioni svaniscono e la qualità del lavoro scolastico diminuisce inevitabilmente”. Non è solo il l’Istituto comprensivo 5 che si trova in questa situazione, continua il comunicato: “La negazione dell’organico necessario a sanare le situazioni di sofferenza è una scelta che il ministero ha generalizzato. A Bologna sono molte le scuole che hanno perso il Tempo pieno con la ministra Gelmini (2008), oppure che hanno aperto nuove sezioni a 40 ore con l’organico provvisorio della riforma Renzi (2015) e che oggi si trovano senza coperture e in grosse difficoltà. Così il prossimo anno, se nulla cambierà, con la pandemia ancora in corso, la normale attività didattica diverrà sempre più difficile e precaria, la qualità della scuola verrà messa a rischio. Ci pare inammissibile che i finanziamenti previsti per il ‘next generation’ europeo non vengano utilizzati per sanare le situazioni di Tempo pieno varando un serio piano di assunzioni dei docenti precari”. Questa situazione è “intollerabile”, per i docenti che hanno manifestato: “Non rimarremo in silenzio di fronte a questo disinvestimento sulla scuola pubblica che viviamo sulla nostra pelle e su quella dei nostri allievi e allieve”. Un appello viene rivolto anche ai genitori e alle colleghe e ai colleghi delle altre scuole: “Uniamo le nostre forze a partire da questo appuntamento per costruire un percorso che riprenda con più forza e determinazione durante il prossimo anno scolastico”.




Fonte: Zic.it