Novembre 21, 2020
Da Unione Sindacale Italiana
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È protesta. I lavoratori della Meridi, facente capo alla catena di Hardiscount Fortù appartenenti all’unione Sindicale Italiana hanno aderito allo sciopero per rivendicare i propri diritti.

I dipendenti, questa mattina, hanno effettuato un sit-in davanti il punto vendita di viale Regione Siciliana.

“L’azienda, che ù sotto il controllo del Tribunale – spiega Pietro Campo, rappresentanza sindacale aziendale della Meridi srl aderenti alla sigla sindacale U.S.I. Unione Sindacale Italiana -, che ha provveduto a nominare i commissari il 9 gennaio, continua a retribuire i propri dipendenti irregolarmente infatti da quando ù iniziata questa nuova gestione commissariale sono state pagate soltanto le mensilità relative al mese di gennaio 2020 (ovviamente dal giorno 9, quindi la mensilità ù incompleta), il mese di febbraio 2020 e il mese di marzo 2020”.

Ma non sono solo questi i problemi.

  • “La gestione commissariale – continua -, sotto gli occhi di tutti, si Ăš rivelata fallimentare.
  • L’utile inerente agli incassi in accordo con il partner commerciale non Ăš sufficiente (nemmeno lontanamente) ad espletare le spese correnti che sono luce, affitti, paghe e contributi, con il conseguente incremento delle passivitĂ  nei confronti dei dipendenti tutti. Il conseguente protrarsi delle scadenze delle mensilitĂ , durante la sola gestione commissariale, hanno portato ad un elevatissimo numero di persone che Ăš stata costretta a dimettersi per giusta causa e quindi ottenere la Naspi per sopravvivere visto che non erano pagati”.

In provincia i punti vendita sono a Trapani, Paceco, Valderice, Castellammare, Marsala, Strasatti, Salemi, Mazara, Campobello e Castelvetrano e i lavoratori sono una cinquantina.

Il problema sarebbe anche di sicurezza per Campo. “L’esiguo numero dei dipendenti rimasti – dichiara il sindacalista – non ù nemmeno sufficiente per garantire il regolare corso di una giornata lavorativa, ù di fatti noto ai Commissari che tutti i punti vendita a Trapani aprono ogni mattina con due unità per punto vendita (nella migliore delle ipotesi) aumentando esponenzialmente i rischi relativi a tutti i procedimenti atti a far lavorare ogni dipendente in sicurezza”.

  • Insomma un incubo senza fine per i lavoratori e le proteste non si placheranno finchĂ© non si troverĂ  una soluzione.
  • L’Unione Sindicale Italiana fa sapere di essere disponibile attraverso la convocazione di un tavolo tecnico per cercare di trovare soluzioni condivisa.
  • Forse l’ultima speranza.



Fonte: Usiait.it