248 visualizzazioni

Ieri la Rete delle lotte ambientali bolognesi in Comune con un Pinocchio, durante la presentazione del riconoscimento Envision ottenuto dall’opera: “Comune, Regione Emilia-Romagna e Autostrade mentono ai cittadini”. Bologna for climate justice: la nuova certificazione è “solo l’ennesima dimostrazione che dietro agli slogan, alle compensazioni e alle mitigazioni, si nascondono bugie”.

06 Aprile 2022 – 18:49

Il Passante di Bologna? Un’opera con il naso lungo e le gambe corte. E’ il messaggio che ieri la Rete delle lotte ambientali bolognesi ha portato sotto la fontana del Nettuno e poi nel cortile di Palazzo D’Accursio mentre, all’interno, si svolgeva una conferenza stampa sul riconoscimento Envision attribuito al progetto: in prima fila una manifestante travestita da Pinocchio, perchè sul tema Passante “stiamo correndo dietro a delle bugie”. Nella conferenza stampa, intanto, è stato ribadito che a inizio 2023 partirà la cantierizzazione dell’opera ma Comune, Regione Emilia-Romagna e Autostrade “mentono ai cittadini bolognesi: come hanno dimostrato diversi esperti di fama internazionale, tra cui il prof. Vincenzo Balzani- ricordano le/gli ambientaliste/i- il progettato allargamento del Passante di Bologna è insostenibile e devastante. Non esistono mitigazioni e compensazioni a una scelta politica che condanna Bologna al trasporto su gomma e all’inquinamento, mettendo a rischio la salute di decine di migliaia di bolognesi. A dimostrazione di ciò, c’è il silenzio di Lepore e Bonaccini di fronte alla richiesta avanzata a febbraio dalla Rete delle lotte ambientali bolognesi (Reloab) e dalla Rete emergenza climatica e ambientale dell’Emilia-Romagna (Reca Em) di effettuare una ‘Valutazione di impatto sanitario’. Non rispondono perché non la vogliono fare: sanno che i dati di uno studio indipendente metterebbero i bolognesi di fronte alla verità: quell’infrastruttura è causa di morti e malattie”.

La Pianura Padana, “come dimostrano le immagini satellitari, è una camera a gas. I dati ci dicono che le città della nostra regione sono tra le più inquinate al mondo. Nonostante ciò- continua la Rete- Bonaccini e Lepore continuano a promuovere nuovo asfalto, cementificando il terreno che dovrebbe essere dedicato alla produzione alimentare e condannandoci a decenni di trasporto su gomma. E’ una scelta politica di chi approva l’allargamento del Passante, non un dato di fatto ineludibile: altre città e regioni europee hanno ridotto con successo il numero di auto in circolazione investendo su mobilità attiva e trasporto pubblico, invece che su strade e autostrade. Il sindaco e il presidente della Regione, insieme alle loro maggioranze, si riempiono la bocca di parole come ‘transizione energetica’, ma stanno contribuendo, con le loro scelte, alla crisi climatica che toglie il futuro, fa aumentare il costo delle bollette e della mobilità, condanna migliaia di persone a perdere una parte della propria vita in automobile. E’ una scelta dettata da interessi economici, che nulla ha a che fare con gli interessi collettivi. L’allargamento del Passante di Bologna è una grande opera inutile e costosa, che sarà pagata dalle cittadine e dai cittadini. Miliardi di euro spesi per cementificare invece che per migliorare la qualità della vita delle nostre città: un vero e proprio tradimento delle prossime generazioni, alle quali abbiamo il dovere di lasciare un territorio salutare e vivibile. Se realizzata, quella sostenuta dalle giunte Lepore e Bonaccini sarà la più pesante eredità lasciata dalle loro amministrazioni a questo territorio: un debito economico, ambientale e sanitario che pagheranno i bolognesi. Per questo e per tante altre ragioni, continueremo a opporci con coerenza e determinazione”.

Bologna for climate justice commenta così, nel frattempo, quanto emerso dalla conferenza stampa che ieri ha riunito Comune, Regione e Autostrade: “‘Possiamo fare tutte le valutazioni che vogliamo, noi stiamo dentro le regole’: con queste sbrigative parole il presidente della Regione Emilia-Romagna ha liquidato la richiesta di decine di associazioni di realizzare una Valutazione di impatto sanitario del Passante di Bologna. A Stefano Bonaccini e Matteo Lepore, infatti, basta la certificazione ‘Envision’, realizzata da Icqm, un’organizzazione i cui soci sono prevalentemente associazioni di costruttori. E così, dopo essere stato promosso a ‘opera simbolo della transizione ecologica nazionale’ e a ‘laboratorio della mobilità sostenibile’, oggi il Passante di Bologna può ostentare anche il ‘primato europeo di innovazione e sostenibilità’. Un’infrastruttura ‘Platinum’, come afferma la certificazione appena ottenuta, attraverso la quale Lepore e Bonaccini rivendicano la sostenibilità dell’opera: e allora perché da febbraio non hanno mai risposto alla richiesta di una Valutazione d’Impatto Sanitario? Cosa ci sarà da nascondere? Ogni volta che parlano di Passante, Lepore e Bonaccini svelano delle bugie. Come quelle sulla cosiddetta ‘fase 2’ – ovvero quel momento in cui dovrebbero essere realizzate le principali opere di mitigazione e compensazione – che non solo non è stata progettata, ma, diversamente da quanto rivendicato nei mesi passati dalla maggioranza che governa Palazzo d’Accursio, non sarà nemmeno pagata da Società Autostrade. Che costruirà e poi incasserà i pedaggi, distribuendo dividendi e lasciando sul territorio i costi sociali, sanitari e ambientali dell’opera. A svelarlo era già stato l’assessore regionale Corsini, che pochi giorni fa era volato a Bruxelles per elemosinare risorse per il Passante. Oggi lo conferma Lepore: le risorse per la fase due? ‘Ci saranno dei fondi europei’; insomma, pagheranno i cittadini”.

La certificazione ‘Envision’, aggiunge Bologna for climate justice, “è solo l’ennesima dimostrazione che dietro agli slogan, alle compensazioni e alle mitigazioni, si nascondono bugie. La ‘Valutazione di impatto sanitario’ chiesta dai cittadini non la vogliono fare perché sanno che i dati di uno studio indipendente metterebbero i bolognesi di fronte alla verità: quell’infrastruttura è causa di morti e malattie. E allora, ci si affida a una certificazione realizzata da un ente scelto da Società Autostrade – ovvero da chi ha maggiore interesse a costruire l’infrastruttura – rispondendo con un assordante silenzio alle/ai cittadine/i. Del resto, il concetto di partecipazione di chi vuol realizzare l’allargamento del Passante lo ha ben spiegato in conferenza stampa l’amministratore delegato di Società Autostrade Roberto Tomasi: ‘Il dialogo con i cittadini? Sarà molto utile durante la realizzazione e al termine dei cantieri, per verificare se i benefici saranno effettivamente raggiunti’. Insomma, chi non si oppone, si prepari a fare da cavia”.




Fonte: Zic.it