Gennaio 24, 2023
Da Inferno Urbano
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Riceviamo e pubblichiamo:

QUI E ORA

La battaglia che Alfredo sta portando avanti e una battaglia che riguarda e tocca tutte e tutti noi. In maniera trasversale e che esce da qualsiasi pensiero e movimento di appartenenza. In gioco ci sono i diritti essenziali di ogni persona.

L’utilizzo che negli ultimi anni e stato fatto da parte dello Stato e dei suoi organi esecutivi della  giustizia nei confronti dei movimenti Anarchici, ma non solo, e disgustoso. E l’attitudine e la maniera utilizzata da tutti i sistemi di potere totalitario: l’eliminazione a qualsiasi costo di ogni oppositore politico e la rivendicazione, nel silenzio ma senza vergogna, di essa. Alfredo sta morendo. Sta morendo nelle mani dello Stato. E come ci stanno vergognosamente mostrando non saranno quelle le mani che vorranno salvarlo. Le mani che possono e devono provare a salvarlo sono le nostre. Le mani di ognuna e ognuno di noi. Le mani di chi non può e non vuole accettare tutto questo.

L’urgenza della situazione di salute di Alfredo ci mette davanti alla necessita e al dovere di fare qualcosa adesso, qui e ora. Perche già e troppo tardi.

Alfredo con la sua scelta radicale dello sciopero della fame ha messo alla luce e davanti agli occhi di questa triste società, gli orrori della giustizia italiana e del suo sistema carcerario. Ma oltre a questo penso ci stia facendo un dono prezioso. Un dono che non possiamo lasciar cadere nel nulla. Questo e il momento di ritrovarci, di riaggregarci, di stare tutte e tutti uniti. Sappiamo bene, ognuno attraverso il proprio percorso politico, quanto negli anni alcuni metodi di lotta ci abbiano divisi o siano stati motivi di conflitto. Oggi dobbiamo metterli da parte, trovare quella radice solida e comune che ci unisce tutte e tutti: il nostro profondo amore per la liberta. Dobbiamo trovare un modo per riuscire a diventare le mani che leveranno Alfredo dalle braccia della morte. Le mani che proprio nel valore delle nostre infinite diversità non potranno essere più ignorate.

Quello che penso, e che ci tengo a sottolineare e un pensiero che poso con umiltà sul tavolo del dibattito, e molto semplice: credo che sia arrivato il momento di convocare una manifestazione nazionale a Roma per  sabato o al più tardi domenica. Una manifestazione coesa e che sia un luogo aperto ad ognuna delle nostre diverse realtà politiche e a qualunque cittadina e cittadino di questo mondo. Un luogo dove possiamo manifestare e urlare insieme tutta la nostra rabbia e il nostro disprezzo e disgusto. Un luogo dove chiunque si senta al sicuro e legittimata o legittimato a partecipare. Alla fine di questo corteo ogni realtà deciderà come e se vorrà continuare a protestare secondo il proprio pensiero e la propria strategia di lotta politica. Liberamente e autonomamente senza coinvolgere persone che hanno una visione diversa degli strumenti di lotta. A questo proposito, per evitare che qualcuno provi a strumentalizzare o speculare sul metodo che Alfredo ha scelto, volevo aggiungere una cosa che ritengo estremamente importante da sottolineare. Lo strumento scelto da Alfredo non e, come lui stesso ha dichiarato, un atto di disperazione ma al contrario e una scelta consapevole e forte, estrema ma di grande dignità e che in nessun modo leva valore alla sua messa in pratica. E forse lo strumento ultimo solo ed esclusivamente perche lo Stato lo ha privato di tutti gli altri di cui poteva disporre.

Spero che queste parole possano essere in qualche modo d’aiuto.

Nelle diversità, per le diversità, con Alfredo e tutte/i le/i compagne/i Anarchiche/ci imprigionate/i nel mondo!

Con amore, rabbia e speranza,

un Anarchico




Fonte: Infernourbano.altervista.org