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Sono parole di Lorenzo Orsetti, riportate dal padre in Cirenaica, dove pubblicamente è stata affissa (per la terza volta) la targa per l’internazionalista Ypg morto nel 2019. È intervenuta anche Eddi: “Vedere bambini giocare in questo giardino dà la misura del fatto che ci saranno generazioni che cresceranno nel suo esempio e nel suo ricordo”.

25 Giugno 2021 – 21:00

“Sono momenti collettivi che ci fanno riconoscere tutti compagni di una lotta, una lotta fatta per la Siria del Nord-Est, ma una lotta fatta anche per noi”. Lo ha detto Alessandro Orsetti oggi al giardino di via Sante Vincenzi, intitolato dal basso per la terza volta a suo figlio Lorenzo Orsetti, nome di battaglia Tekoşer Piling​, internazionalista Ypg morto in Siria nel 2019 mentre si combatteva per strappare a Daesh l’ultimo fazzoletto di terra che controllava, al termine di anni di guerra contro i jihadisti.

“Mi piace molto l’idea della scritta partigiano perché Lorenzo si riconosceva in questa scelta partigiana – ha proseguito il padre – gli era stata anche data la tessera di partigiano onorario da una sezione dell’Anpi di Firenze, e Lorenzo ci teneva molto a questa tessera. Lui si sentiva veramente partigiano, e se ha fatto questa scelta di andare là non l’ha fatta certo perché gli piaceva la guerra, ma perché cercava una società più giusta, e la scelta di combattere nelle unità di autodifesa è stata una scelta di vicinanza a quel popolo. Sappiamo che lì sono morti molte migliaia di curdi. Tuttora l’Isis, sostenuto dalla Turchia sta continuando questo genocidio. Quando chiedevo a Lorenzo ‘perché vai lì? C’è tanto da fare anche qui’ lui mi rispondeva ‘è la stessa guerra’, per gli stessi ideali, gli stessi valori e contro gli stessi nemici”.

È intervenuta anche Eddi, internazionalista che combatté in Siria con le unità di protezione delle donne Ypj: “Sono tanti gli spazi nel paese che si stanno intitolando a Lorenzo, e questo è importante. Qui si fa una lotta sulla memoria delle nostre strade da tanti anni e non c’è posto migliore per un segno dedicato a Orso Tekoser. Vedere i bambini giocare in questo giardino dà la misura del fatto che ci saranno delle generazioni che cresceranno nel suo esempio e nel suo ricordo”.

“Oggi ricorre l’anniversario del massacro di Kobane – ha proseguito Eddi – un episodio della resistenza di Kobane che forse non tutti conoscono. È invece un fatto noto che la Turchia sostiene lo stato islamico e che oggi organizza il jihadismo a livello globale. Ci fu un accordo nel 2016 tra Ue e Turchia per la gestione dei flussi migratori. Questo accordo ha comportato il versamento di 6 miliardi di euro nelle casse dello stato turco. Lo stato turco come primo atto ha costruito un muto al confine tra Siria e Turchia per impedire a chi scappava dalla guerra di farlo. Quel muro ha permesso alla Turchia di gestire quel confine solo da parte turca. Questo stesso giorno anni fa apriva una delle parti del muro, che sono intervallate da check point, e entrano miliziani dell’isis con addosso le uniformi delle ypg. Quindi cominciano a fare una carneficina a Kobane. I miliziani erano indistinguibili dai nostri. Chi ha fermato questo massacro? Le combattenti… Tutti gli uomini si sonno ritirati dal campo di battaglia e così è stato subito chiaro chi fossero i nemici, anche per la popolazione. Tutto questo purtroppo ha comportato centinaia di vittime, che io voglio ricordare qui con voi in questa giornata. Penso che se Lorenzo fosse qui sarebbe qui con me a ricordarle. Penso che la vita di Lorenzo ci dimostri che il ricordo non è una cosa che possiamo assumere una volta l’anno e anche la storia della nostra resistenza ce lo insegna. Intitolare un luogo a un partigiano come Lorenzo significa assumersi una responsabilità nei suoi confronti, vuol dire cercare a nostra modo di continuare la sua lotta. Tutto quello che ha fatto in vita germoglierà, per chi non c’è più e per chi verrà.”

Così Vag61: “La memoria e la libertà si seminano nelle strade, ovunque e ancora di più nella contrada ribelle della Cirenaica. La targa per Lorenzo ‘Orso’ Orsetti – Tekoser è tornata, ancora una volta, al suo posto. Insieme a Eddi e al papà di Lorenzo, Alessandro Orsetti, ribadiamo tutto il nostro sostegno alla rivoluzione laica, antifascista, antisessista ed ecologista che i curdi portano avanti nella Siria del nord”.

> Gli audio raccolti in piazza:

– Intervento di Vag61


– Primo intervento di Alessandro Orsetti

– Intervento del Tpo

– Secondo intervento di Alessandro Orsetti

– Un attivista di Resistenze in Cirenaica legge uno scritto di Lorenzo Orsetti

– Intervento di Eddi




Fonte: Zic.it