Gennaio 18, 2023
Da Radio Ondarossa
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Il 2022 è stato un anno intenso per il Pratone: di speranze e delusioni, di confronti e scontri, di dialogo, condivisioni e partecipazione.

Un anno di presentazioni pubbliche, seminari aperti, mostre fotografiche e confronti spontanei che ci hanno portato ad approfondire il pratone, la sua storia e i rischi che corre. Ora in moltə lo sentiamo un po’ più vicino.

È stato un anno di apertura: tante persone si sono unite per sottolineare l’importanza di un’area inedificata, per chiedere che diventi un luogo accessibile a tuttə, per rivendicare il diritto, non solo umano, di poter attraversare e vivere la città .

Un anno in cui abbiamo rafforzato reti e intessuto relazioni sul territorio, perché il Pratone è esempio eclatante di un meccanismo speculativo che si ripete in troppe aree verdi della nostra città.

La questione non riguarda “solo” il Pratone: il parco di Centocelle PAC Libero, il Parco LineaRE di Roma Est, il Parco di Tor Tre Teste, il Lago Bullicante ExSnia , Villa Gordiani, il parco Somaini, Villa De Santis, Villa Flaviana e non solo sono tutte aree di cui abbiamo un gran bisogno e che hanno lottato o ancora lottano per non scomparire.

Fanno parte di una più grande Rete Ecologica che non è un colore verde sulle carte del Piano Regolatore, ma un incredibile ecosistema vivo e pulsante che nel quadrante est unisce la riserva dell’Aniene a nord con il parco degli Acquedotti e l’Appia Antica a sud.

Il 2022 è stato un anno difficile, per l’assenza di una politica che dovrebbe perseguire il bene comune e che invece troppo spesso appoggia il profitto di pochi.

È stato un anno di rabbia, per i silenzi assordanti di chi avrebbe dovuto dare risposte alle sollecitazioni, agire e tutelare piuttosto che sminuire e deridere.

La rabbia è divampata ancora di più con l’incendio di luglio e si è poi trasformata in un’energia con cui abbiamo organizzato e vissuto insieme due giornate di laboratorio collettivo e lanciato due raccolte firme, per provare a riconoscere quello che già c’è e portare avanti una visione alternativa di città, che non preveda altro cemento ma spazi di ascolto e di vita per le comunità che la abitano.

La seconda raccolta firme, aperta fino al 14 febbraio, chiede che il pratone diventi interamente parco pubblico.

Non si tratta solo di un desiderio, ma di una pratica di lotta che non prevede compromessi. E più saremo e meglio sarà.




Fonte: Ondarossa.info