Novembre 14, 2022
Da Umanita Nova
163 visualizzazioni

La Federazione Anarchica Livornese e il Collettivo Anarchico Libertario respingono i tentativi di criminalizzazione del movimento anarchico. La prima pagina de Il Tirreno del 4 novembre titolava “Incendi alle antenne, pista anarchica”. L’articolo che seguiva nella cronaca locale di Livorno, ribadiva nel titolo “Ripetitori e centraline incendiate: ora spunta la PISTA ANARCHICA” con le ultime due parole in rosso.

Nell’articolo vengono messi insieme episodi diversi, da centraline elettriche bruciate all’incendio di alcune abitazioni di fortuna, fino addirittura all’incendio di un camper che ha provocato l’intossicazione di un uomo che per fortuna si è salvato.
L’articolo non fa riferimento a nessuna rivendicazione, né ad indizi o motivi che dovrebbero indicare la “pista anarchica”. Si riporta solo in apertura che “La pista anarchica è quella seguita dalla digos”. Senza neanche citare una dichiarazione degli inquirenti.

Tanto è bastato a Il Tirreno per imbastire un simile titolo. Sappiamo bene che la scelta dei titoli, specie di prima pagina, non è casuale. Non si tratta solo di incompetenza ma di una precisa scelta politica.

La scelta redazionale di una simile titolazione in prima pagina, oltre che puramente gratuita, appare gravemente lesiva di tutti coloro che riconoscendosi nel movimento anarchico svolgono quotidianamente la loro azione politica all’interno di coordinamenti, sindacati, comitati, e situazioni di lotta sociale. Respingiamo queste accuse che hanno il solo scopo di criminalizzare chi ogni giorno è attivo sul territorio. Le persone che ci conoscono sanno quanto siano assurde queste ipotesi. Se non si trattasse di questioni gravi, tali ipotesi risulterebbero ridicole anche soltanto per per le formule stereotipate impiegate. Ma ancora più assurdo è ricondurre questi fatti al movimento anarchico. Gli anarchici sono al fianco di chi lotta per la casa, sono altri in questo paese a dare fuoco a camper, roulotte e alloggi di fortuna.

Non è una novità che contro il movimento anarchico siano periodicamente avviate montature e campagne di criminalizzazione, a cui le anarchiche e gli anarchici hanno sempre saputo dare una risposta ferma trovando la solidarietà di ampi settori sociali. Non vogliamo stare a ricordare la strategia della tensione e le tante pagine nere della storia di questo paese. Il momento politico attuale, nella sua specificità, tende a riprodurre schemi già visti e a ricercare anche nella stampa una cassa di risonanza mediatica.

Fa riflettere che proprio il 4 novembre mentre si tengono iniziative antimilitariste a Livorno e in tutto il paese, che vedono impegnato il movimento anarchico a fianco di tante componenti politiche e sociali, vengano pubblicati questi titoli. Il Tirreno dovrebbe spiegare le ragioni di questa scelta redazionale. Le anarchiche e gli anarchici oggi come ieri non si fanno intimidire e sono più che mai presenti nelle lotte. Di questo si dovrebbe parlare e non di fantomatiche piste.

Federazione Anarchica Livornese
Collettivo Anarchico Libertario




Fonte: Umanitanova.org