Agosto 7, 2022
Da Carloca Fierobari
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Riportiamo il collegamento alla pagina web di Wikipedia sui Bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki, come fonte di documentazione generale sull’argomento, senza condividerne completamente i contenuti (GACCB).

https://it.wikipedia.org/wiki/Bombardamenti_atomici_di_Hiroshima_e_Nagasaki

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Eugen Jebeleanu (1911-1991)

IL SORRISO DI HIROSHIMA e altre poesie, Ugo Guanda editore, Parma 1970

 

Biografia – Bibliografia (adattata da quella originaria)

Eugen Jebeleanu (1911-1991) nacque a Cîmpina (regione di Ploiesti, Romania) nel 1911, frequentò il liceo a Brasov e si laureò in diritto all’università di Bucarest. Giovanissimo cominciò a scrivere versi, ma il suo primo volume fu una traduzione da Rilke (1932), alla quale seguì, due anni dopo, una raccolta di poesie: Cuori sotto le spade.

Giornalista democratico e progressista, scrisse articoli a sfondo sociale, soprattutto sui sobborghi operai della capitale. Collaborò con diverse riviste letterarie. Negli anni del secondo dopoguerra si affermò come poeta di vasti interessi che vanno dalla lirica all’epica. Tradusse opere di poeti ungheresi (Petôfi, Ady Endre, ecc.), turchi, francesi (Hugo), dell’America latina (il cubano Nicolas Guillen), e russi. ‎Nel 1970, l’ ‎‎Accademia di Romania‎‎, di cui fu membro, lo segnalò per il ‎‎premio Nobel per la letteratura‎.

‎Inizialmente fu un sostenitore del regime comunista, ma espresse allarme dopo l’enunciazione nel 1971 da parte del dittatore Ceausescu  delle ‎‎”Tesi di luglio” neo-staliniste, e da quel momento fu considerato uno dei leader dell’ala liberale dell’Unione della Romania degli scrittori‎‎; fu espulso dal Comitato centrale del partito comunista rumeno nel suo 13° Congresso nel 1984. ‎

Dopo un viaggio effettuato nel 1956 in Giappone, scrisse il poema Il sorriso di Hiroshima, apparso nel 1958, nel quale rievocava la tragedia della città annientata dalla prima bomba atomica americana usata come arma di distruzione di massa. Quest’opera – apprezzata molto anche all’estero e tradotta subito in varie lingue  — rivela la lirica violenza del poeta di fronte agli eventi cruciali dell’umanità.

Il sorriso di Hiroshima e altre poesie, edito in Italia da Guanda nella traduzione di Elio Filippo Accrocca, oltre al poema omonimo contiene poesie pubblicate tra il 1934 e il 1970. Nel libro è riportato un elenco delle sue opere fino al 1970.

‎Nel 2007 è stata pubblicata in inglese la sua ultima raccolta di poesie, ‎‎“Secret Weapon“‎‎ (“Armă secretă“, pubblicato in Romania nel 1980).

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L’incontro con Hiroshima
(a Kaoru Yasui)

Terra, silenziosa terra.
Silenziosa,
Dalla pelle arsa, dalla nuda statura,
Perdono, Hiroshima …
Perdono per ogni passo
Che tocca una ferita, apre una cicatrice …
Perdono per ogni sguardo,
Che duole, anche se carezzevole …
Perdono per ogni parola
Che turba il cielo in cui cerchi
I tuoi bambini,
popoli di bambini che perdesti per sempre.
Tomba
Inesistente … Vento … vento … vento …
È la loro voce che ora piano suona
Ogni giorno più spenta,
Solo nel ricordo …
Oh, cimiteri
Inesistenti … inesistenti … inesistenti …
Voler piangere e non poter stringere fra le braccia
Nemmeno un’urna, una tomba almeno …

Dove sono i tuoi bambini, Hiroshima? Forse
Nell’oceano
D’argento indifferente …
Forse nel mausoleo infinito
Del cielo …
O forse, proprio su questa terra
Che io calpesto …

Ogni passo lo traccio con timore …
Ogni pezzo di terra
Nasconde una bara …
Mi sembra che la terra
Da me calpestata gridi: – Mamma …

Ahi, aria di smalto, dammi le ali,
Che io m’innalzi leggero
Per non urtare col passo delle ferite,
Che l’aria mia tagli l’aria, come d’angelo.

… Ma sfavillando dalle migliaia di lesioni,
Si avvicina Hiroshima a me,
Si avvicina e si china piano
E mi fa segno:
Vieni, amico
E vedi ciò che è stato,
Ciò che è.
E narra …




Fonte: Carlocafierobari.noblogs.org