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E’ successo ieri sera davanti al fast food di via Indipendenza, raccontano i ciclofattorini: “Clima di tensione figlio del regime di ricatto e precarietà in cui lavoriamo”. Intanto, in Comune, Sgb ha consegnato 300 firme di dipendenti contro il rientro in ufficio per tre giorni alla settimana: “La mobilitazione continuerà”.

20 Novembre 2020 – 17:54

“All’ora di punta di ieri sera un nostro collega che lavora per Glovo Ăš stato violentemente aggredito da un addetto alla sicurezza del McDonald’s di via Indipendenza, venendo colpito da un pugno in faccia che gli ha procurato un occhio nero. In maniera diversa rispetto a cosa Ăš accaduto a Cinisello Balsamo neanche una settimana fa, il nostro collega si stava semplicemente avvicinando al McDonald’s per ritirare una consegna, trovandosi di fronte l’ingerenza del bodyguard del ristorante che si Ăš messo di mezzo tra lui e il punto di ritiro, con chiaro intento intimidatorio. Durante l’alterco dovuto alla situazione il bodyguard, particolarmente nervoso, ha improvvisamente sferrato un pugno a freddo contro il nostro collega. Tutto questo Ăš semplicemente inaccettabile!”. CosĂŹ Riders Union, che aggiunge: “Il clima di tensione che si Ăš visto la scorsa settimana a Cinisello e ieri sera a Bologna Ăš soltanto figlio del regime di ricatto e precarietĂ , tipico di un lavoro pagato a cottimo e senza alcuna tutela, aggravato dalle pesanti ricadute sul salario orario e sui diritti imposte dall’accordo truffa Assodelivery/Ugl. PiĂč il cottimo si inasprisce, piĂč assembramenti si creeranno fuori dai locali e piĂč accadranno questo genere di tensioni e di violenze. È il momento di dire basta! Pretendiamo una presa di parola forte di condanna sull’accaduto da parte di McDonald’s e da parte delle istituzioni cittadine, nessuno deve essere lasciato solo. Esprimendo la piena solidarietĂ  e vicinanza al collega aggredito, ribadiamo che la lotta collettiva per un lavoro ed una vita piĂč degna per tutt* andrĂ  avanti senza paura. Toccano uno, toccano tutti!”.

Sempre in tema di lavoro, due giorni fa una delegazione di Sgb ha incontrato il direttore generale del Comune di Bologna per consegnargli le circa 300 firme (di cui 120 online) raccolte insieme ai Cobas tra i dipendenti per chiedere il ritiro della circolare che impone il rientro in ufficio per almeno tre giorni alla settimana, ora solo sospesa a causa dell’inserimento dell’Emilia-Romagna in zona arancione. La petizione online continuerà nei prossimi giorni ma intanto al direttore ù stata riferita “la contrarietà dei lavoratori nei confronti della circolare, inopportuna in un momento di ripresa dell’espansione del virus– attacca Sgb- e non rispettosa nei confronti dei dipendenti che il 13 novembre sono scesi in sciopero in difesa della loro sicurezza e salute, in presidio in piazza Liber Paradisus e in corteo dietro lo striscione ‘La salute non e’ in vendita’. Una circolare non rispettosa nemmeno del Dpcm e del decreto della ministra della Pubblica amministrazione”. Ma da parte del direttore non ù emersa “nessuna volontà da parte del direttore a riconoscere l’inopportunità di quella circolare e ritirarla. Il suo unico impegno ù stato quello di trasmettere le firme alla capo area del personale”. Per questo “continueremo la mobilitazione”, promette il sindacato.




Fonte: Zic.it