Gennaio 26, 2022
Da Il Manifesto
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La Giornata della Memoria, come tutte le commemorazioni, porta con sé un rischio: quello di depotenziare gli eventi che intende rimettere al centro all’attenzione, incanalandoli in un’occasione comandata, percepita talvolta come retorica. Sappiamo anche però che la tragedia dell’olocausto è un evento fondamentale che ci riguarda in quanto esseri umani, un dolore che non possiamo edulcorare o riassumere in frasi fatte. In questo senso le arti possono dare un contributo importante, riuscendo a dialogare con la nostra emotività in maniera più diretta per rimetterci in contatto con l’esperienza, abissale, dei campi di sterminio.

NONOSTANTE la pandemia sono numerosi gli appuntamenti organizzati in questi giorni, occasioni collettive di rievocazione e rielaborazione del trauma attraverso gesti artistici. Per il teatro segnaliamo Ascanio Celestini in scena con Radio Clandestina, lo spettacolo ispirato al libro L’ordine è già stato eseguito di Alessandro Portelli sull’eccidio nazista delle Fosse Ardeatine, al Teatro Gobetti di Torino fino al 30 gennaio. Tra gli altri numerosi lavori in programma troviamo la compagnia Teatro dell’Orsa con Vivere ancora. Voci dal filo spinato venerdì 28, all’Auditorium Comunale di Mozzo, in provincia di Bergamo. Un percorso, di e con Bernardino Bonzani e Monica Morini, attraverso i quaderni, i diari, le tracce degli scritti di donne e uomini che hanno affrontato i campi di concentramento. Lo stesso giorno, al Teatro La Soffitta di Bologna, Anna Della Rosa e Valter Malosti leggeranno brani di Primo Levi e Pierpaolo Pasolini nella serata I sogni e le lucciole. Sabato e domenica a Milano saranno invece gli allievi della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi a proporre delle letture itineranti tra Ponte Alda Merini, Piazza Donne Partigiane, Piazza Berlinguer.

SEGNALIAMO poi la possibilità di vedere, sul web, lo spettacolo Aktion T4 di Fondazione Lenz, scritto da Francesco Pititto e diretto da Maria Federica Maestri. Un lavoro concepito nel 2017 sul programma nazista di eutanasia dei bambini portatori di handicap e malformazioni genetiche, in un periodo in cui il gruppo di Parma ha affrontato la Shoah da diversi punti di vista (la persecuzione dei bambini ebrei nel 2016 con Kinder, lo sterminio degli omosessuali nel 2018 con Rosa Winkel). Aktion T4 sarà visibile oggi, dalle 21 alle 24, sul canale Vimeo di Lenz.

Anche il cinema sarà protagonista della Giornata della Memoria, per l’occasione tornerà in sala in diverse città il film C’è un soffio di vita soltanto di Matteo Botrugno e Daniele Coluccini, di cui si è già scritto su queste pagine lo scorso 11 gennaio. Al centro della narrazione Lucy Salani, transessuale di 96 anni deportata nel campo di Dachau a cui sopravvisse per poi rinascere in un corpo nuovo.

ALLA CASA DEL CINEMA di Roma oggi è previsto un doppio appuntamento: alle 16 la proiezione di Uno specialista – Ritratto di un criminale moderno, diretto nel 1999 da Eyal Sivan usando come testo-guida La banalità del male di Hannah Arendt e realizzato con le riprese originali del processo celebrato nel 1961 a Gerusalemme contro il criminale nazista Adolf Eichmann. Alle 18.30, invece, sarà proiettato il film d’animazione Charlotte (2021) di Tahir Rana e Eric Warin, incentrato sulla storia vera di Charlotte Salomon, pittrice tedesca di origine ebraica, da molti considerata la realizzatrice della prima graphic novel della storia, morta a soli 26 anni ad Auschwitz. Invece a Torino, domenica 30 al Polo del ‘900, ci sarà la proiezione del bellissimo Heimat è uno spazio nel tempo. Un’incursione nella storia tedesca attraverso gli archivi personali – diari, lettere, fotografie, documenti – del regista Thomas Heise.

Per la musica, sia Roma che Napoli si regaleranno Quatuor pour la fin du temps di Olivier Messiaen, oggi al San Carlo e all’Auditorium Parco della Musica. Infine, Rai Scuola ha prodotto il documentario La Musica Libera. Storie di note, prigionia, orrori e speranze che andrà in onda oggi alle 10, alle 17 e alle 23,30 e sarà poi visibile su Rai Play. Un viaggio nei campi di concentramento, iniziato dal Maestro Francesco Lotoro e dalla Fondazione Ilmc nel 1989 per riscoprire il patrimonio artistico e umano della musica realizzata nei campi.




Fonte: Ilmanifesto.it