Ottobre 12, 2021
Da Il Manifesto
15 visualizzazioni


Che la cantante di New Orleans nutra un debole per l’icona Nina Simone non è di certo una novità. Ma con queste sette incisioni sublima oltre ogni aspettativa qualsiasi intenzione, fornendo una prova di indiscusso valore. Supportata e sostenuta dalla Metropole Orkest condotta da Jules Buckley e dalla The New Orleans Jazz Orchestra, la cantante afroamericana mette a frutto l’esperienza dello spettacolo Mississippi Goddam: A Portrait of N. Simone andato in scena alla Royal Albert Hall nell’agosto 2019, con alle spalle proprio l’ensemble capitanato da Buckley. Il lavoro è bello ed emozionante, in modo quasi prevedibile. La semplicità con cui ogni artista presente offre il suo contributo, paradossalmente rischia di rendere il tutto troppo conforme alle attese. Ad evitare questo rischio concorrono i singoli talenti: in Work Song la prestazione dei fiati è superlativa, in Four Women la partecipazione delle cantanti Lizz Wright, Alice Smith e Lisa Fischer è determinante nel completare la resa vocale finale e con I’m Going Back Home la Crescent City conclude il tutto al meglio. Prima, durante e dopo, Ledisi vola con sicurezza e leggiadria, assicurando passione e sobrietà.




Fonte: Ilmanifesto.it