Novembre 25, 2022
Da Radio Blackout
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Di seguito alcune riflessioni di Jacopo, compagno che alcuni anni fa è stato in Rojava come volontario civile all’interno del movimento per una società democratica per dare il proprio contributo e per dare testimonianza di ciò che stava accadendo ad Afrin durante l’invasione turca.

“L’attacco terroristico a Taksim, a Istanbul, del 13 novembre è stato pianificato ed eseguito dal regime turco AKP-MHP al potere per fornire un pretesto per questi bombardamenti mortali. Senza alcuna indagine il regime turco ha incolpato di questo attacco le Unità di protezione del popolo (YPG), le Unità di protezione delle donne (YPJ) e il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Nonostante l’immediato e veemente rifiuto di questa accusa infondata da parte delle Forze democratiche siriane (SDF, l’organizzazione generale che comprende le YPG e le YPJ) e del PKK, il ministro dell’Interno turco Süleyman Soylu, che ha una lunga storia di ostilità contro il popolo curdo, continua a predicare questa falsità per conto dello Stato turco.”

KNK (Consiglio esecutivo del Congresso nazionale del Kurdistan)

A partire da questo presupposto proviamo ad andare al di là di un racconto di cosa sta accadendo sui territori del Kurdistan per approfondire l’attacco turco alla luce degli eventi che sconvolgono gli assetti geopolitici mondiali da mesi. Ricordando la centralità di attivare iniziative di solidarietà al popolo curdo anche alle nostre latitudini, per la difesa di un’esperienza di lotta per la costruzione di comunità basate sui principi della giustizia democratica, del femminismo e dell’ecologismo.





Fonte: Radioblackout.org