Gennaio 25, 2023
Da Inferno Urbano
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Riceviamo e pubblichiamo il volantino che sarà distribuito questa mattina, Mercoledi 25 Gennaio alle ore 11:00, durante l’iniziativa in solidarietà con Alfredo Cospito che si terrà a Piazza Cavour, davanti la Corte di Cassazione, a Roma:

ALFREDO COSPITO E IL PALAZZO CHE AFFONDA

Alfredo Cospito, prigioniero anarchico, è in sciopero della fame dal 20 ottobre scorso. Con questo sciopero della fame ad oltranza oppone alla spietatezza dello Stato – che lo vorrebbe sepolto in una tomba per vivi – la sua forza, tenacia e volontà di anarchico e rivoluzionario cosciente.

Alfredo Cospito è stato di fatto condannato a morte dallo Stato, il quale ha confermato la sua volontà di annientamento con l’esito dell’udienza del Tribunale di Sorveglianza di Roma del 1° dicembre, che ha confermato la detenzione in 41 bis. A quasi cento giorni dall’inizio dello sciopero, la sua vita è sull’orlo di un baratro. Diversi sono i responsabili di questo trattamento, tra loro la Corte di Cassazione di Roma, la quale – mostrando tutto l’odio di classe del potere verso gli anarchici – ha riqualificato in “strage politica” una delle accuse contro Alfredo e Anna Beniamino al processo “Scripta Manent”. La stessa Cassazione che non ha ancora fissato l’udienza del ricorso contro l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza.

Il processo “Scripta Manent” rappresenta la vendetta dello Stato contro degli anarchici “insuscettibili di ravvedimento” ed è un monito, impartito per il tramite di una punizione esemplare, a chiunque osi oltrepassare la linea rossa delle pratiche di lotta consentite dal potere.

Mercoledì 25 presso la Corte di Cassazione si riunisce la Corte Costituzionale per discutere in merito alle nuove norme che dovranno regolare l’ergastolo ostativo. Questo accade in un paese in cui sempre più detenuti sono ammassati in quella discarica sociale che sono le prigioni, molti di questi abbandonati nel vuoto esistenziale del carcere perpetuo e dell’isolamento. Si tratta dell’ennesima misura con cui lo Stato impone la rinuncia alla propria identità e l’abiura come unica via d’uscita.

L’ergastolo ostativo è esemplificativo di un sistema giudiziario marcio, che non si nasconde neppure più dietro il paravento costituzionale della pena come forma di recupero, ma afferma, sempre più sfacciatamente, la volontà di eliminare dalla società ogni forma di vita nemica dello Stato. In tal senso ricordiamo tutti quei rivoluzionari che resistono nelle galere di questo paese, alcuni da oltre 40 anni.

In questi tempi di guerra militare ed economica, di profonda crisi ecologica, di concentrazione della ricchezza in poche mani e di conseguente precipitazione nella povertà di sempre più vasti strati della popolazione, l’aumento della repressione e del controllo è un’esigenza del dominio capitalista. L’attacco repressivo si sviluppa a tutti i livelli, dal culmine del 41 bis per chi attacca direttamente il potere come ha fatto Alfredo Cospito, fino alla criminalizzazione dei soggetti sociali refrattari all’ordine, come avvenuto con il recente decreto legge 434 (decreto anti-rave).

Di fronte a questo attacco, come movimenti rivoluzionari e classi sfruttate, siamo convinti che non vada accettato alcun accomodamento con il sistema, ma che vada affermata con la lotta la nostra esistenza e il mondo che portiamo in noi.

In questa società viviamo in una continua precarietà economica ed esistenziale e il confine tra esistenza legale ed illegale è sempre più labile. Perciò il carcere non può che essere un luogo in cui si esprime il conflitto sociale e conseguentemente un terreno di lotta. Lottiamo per la distruzione del carcere e della società che ne ha bisogno. Lottiamo, contro i regimi differenziati nei quali sono reclusi i nostri compagni. Nel caso dei rivoluzionari imprigionati, queste forme di reclusione servono sia a isolarli dai movimenti esterni (come nel caso del 41 bis), che a separarli dalla parte più determinata e cosciente dei detenuti (come nel caso dell’AS2), impedendo così che si organizzino e diffondano le lotte.

Da mesi stiamo conducendo una mobilitazione di lotta in solidarietà ad Alfredo Cospito, questa lotta travalica il supporto al singolo compagno ma si propone obbiettivi più ampi, come il nostro compagno ha dichiarato:

La chiusura del 41 bis (per tutti gli oltre 700 detenuti).
L’abolizione dell’ergastolo ostativo.
La solidarietà a tutti i prigionieri rivoluzionari.

In questi mesi di mobilitazione il movimento di lotta è riuscito ad ottenere alcuni risultati:

– Rompere il muro del silenzio intorno alla questione del 41 bis, vero e proprio regime di tortura.
– Chiarire il ruolo assunto dalla Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo come strumento di oppressione politica e scalfire l’intoccabilità e il prestigio del quale questo apparato statale si ammanta.
– Rilanciare le idee e le pratiche di lotta libertarie, la necessità della propaganda con il fatto e la presenza combattiva nelle strade dopo un lungo periodo di regressione dei movimenti di lotta.
– Sviluppare la solidarietà internazionale con i combattenti sociali ed i rivoluzionari colpiti dalla repressione.

La lotta non è conclusa, siamo giunti al culmine e la vita di Alfredo Cospito è in grave pericolo. Ora è necessario il massimo impegno nella mobilitazione, per sostenere la lotta di questo compagno e preservare la sua vita.

Assemblea di solidarietà con Alfredo Cospito e i prigionieri rivoluzionari
Roma, 25 gennaio 2023

Con Alfredo Cospito, contro ergastolo ostativo e 41 bis: iniziativa alla corte di cassazione (Roma, 25 gennaio 2023)

CON ALFREDO COSPITO
CONTRO ERGASTOLO OSTATIVO E 41 BIS

Il 25 gennaio in cassazione è prevista l’udienza per il riesame delle nuove norme sull’ergastolo ostativo. Si tratta dell’ennesimo balletto intorno al totem della costituzione, feticcio per sinceri democratici e sciacalli riformisti.

Saremo in piazza per ribadire la nostra solidarietà ad Alfredo Cospito in sciopero della fame da più di tre mesi, contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo.

Al fianco di tutti gli anarchici e i rivoluzionari privati della libertà!

Morte alla società carceraria, a tutti gli Stati e alle istituzioni che li sorreggono!
Non un passo indietro!
Per l’anarchia!

Mercoledì 25 gennaio 2023, alle ore 11:00, in piazza Cavour, davanti alla Corte di Cassazione, a Roma.




Fonte: Infernourbano.altervista.org