Gennaio 24, 2022
Da Oltre Il Ponte
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Lo scorso sabato 22 gennaio a Rovereto si è svolta un’importante manifestazione per impedire che l’oblio ed il silenzio calassero sulla vicenda di Matteo Tenni, ucciso il 9 maggio 2021 da un colpo di pistola esploso da un Carabiniere. La preziosa iniziativa è stata possibile grazie anche al contributo dei compagni e delle compagne del circolo Cabana, nato ormai oltre 10 anni fa per ricordare Stefano Frapporti “Cabana”, muratore roveretano 49enne morto in circostanze mai chiarite fino in fondo nel carcere di Rovereto, dopo essere stato arrestato dai Carabinieri per possesso di un pò di fumo. Una manifestazione che voleva rompere il clima di omertà e indifferenza generale su cui la Procura e i carabinieri contano per procedere con l’archiviazione di un omicidio senza nemmeno fare finta di aprire un’indagine. Senza tenere conto delle frasi pronunciate dai carabinieri mentre seguivano Matteo, senza tenere conto della dinamica dei fatti e senza considerare l’omissione di soccorso procurata da militari, che hanno impedito alla madre di Matteo, di soccorrere il figlio mentre agonizzava a terra.

Dalle ore 16 in piazza Loreto è iniziato un presidio in cui sono si sono susseguiti numerosi interventi al microfono per raccontare i fatti. Nella piazza erano esposti poi cartelli e striscioni per ricordare le numerose “morti di Stato” che negli ultimi anni si sono ripetute: dalla morte di Aldo Bianzino a quella di Riccardo Rasman, dalla morte di Stefano Cucchi a quella del fiorentino Riccardo Magherini. Siè parlato delle morti causate dalle procedure del TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio), delle morti nelle carceri, altro luogo di strutturale violenza in cui vige l’arbitrarietà più totale.

Dopo circa un’ora è partito un corteo di circa 150 persone per le strade del centro storico di Rovereto che si è concluso in Corso Rosmini.

Il volantino distribuito durante la manifestazione

Intorno al tragico episodio è sembrata subito evidente la generale volontà di Procura, media e istituzioni poliziesche varie di insabbiare il fatto, riducendo il tutto ad un omicidio per legittima difesa per il quale nell’ottobre scorso il pubblico ministero Viviana Del Tedesco, della Procura di Rovereto, ha presentato al gip (giudice indagini preliminari) richiesta di archiviazione, non ravvisando colpe per il militare. 

La manifestazione di sabato a Rovereto è stata importante per mantenere alta l’attenzione sull’ennesimo caso di violenza di Stato per cui giovedì 27 gennaio, il Gip di Rovereto dovrà decidere se procedere con l’archiviazione del caso oppure no.

Per quel giorno alle ore 14 fuori dal Tribunale di Rovereto ci sarà un presidio per pretendere la verità sulla morte di Matteo Tenni a cui invitiamo tutte e tutti a partecipare, consapevoli che soltanto con la solidarietà dal basso sarà possibile rompere l’omertà di Stato che da sempre avvolge i crimini e gli abusi commessi da chi indossa divise. Una solidarietà che sappia costruire calore e umanità nei confronti delle persone con problemi psichiatrici e delle loro famiglie, spesso lasciate sole e convivere con problemi più grandi di loro. Pretendere verità e giustizia per Matteo è il minimo che possiamo fare, per impedire che altri crimini del genere si ripetano, nel silenzio e nell’omertà delle istituzioni.




Fonte: Oltreilponte.noblogs.org