Dicembre 6, 2021
Da Inferno Urbano
153 visualizzazioni

Il 6 Dicembre segna il 13° anniversario dell’omicidio dello studente anarchico Alexandros Grigoropoulos da parte dei poliziotti Korkoneas e Saraliotis. La “normalità” è morta quella notte. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ed ha portato migliaia di studenti, migranti, lavoratori di tutto il paese a scendere in piazza, a manifestare violentemente, a scioperare in massa e a lanciare attacchi contro obiettivi statali e capitalistici.

Il dicembre 2008 è stato il veicolo di una rivolta che ha ridato speranza a coloro che erano oppressi ed esclusi dallo Stato e dal capitale. In una sola notte, dopo anni di “stabilità” sociale, le rivolte proletarie di dicembre hanno riacceso le fiamme della resistenza sociale e della rivoluzione nella Grecia post-comunista. La rivolta del 2008, le occupazioni, gli scontri, ma soprattutto la realizzazione che non abbiamo nulla da perdere e la percezione che il nemico non è invulnerabile, hanno lasciato un’eredità importante per le resistenze nel decennio di repressione, povertà e sfruttamento che ne è seguito.

Oggi, 13 anni dopo, in tempi di crisi, lo Stato sta intensificando il suo attacco agli oppressi e agli sfruttati. Dopo aver abbandonato il sistema sanitario pubblico nel mezzo di una pandemia, ha scelto la via della repressione. Picchia gli studenti, abolisce l’asilo universitario, prende di mira gli squat, vieta le manifestazioni, scatena un’ondata di persecuzione contro gli anarchici e i militanti senza prove con il solo scopo di tagliare ogni prospettiva di rivolta.

Come parte di questa strategia, da un anno il combattente Polykarpos GeorgiadIs è tenuto in ostaggio dallo Stato. I poliziotti, i media e le autorità giudiziarie hanno cercato, fin da subito, di creare un clima adatto per tenere il compagno rinchiuso e tagliato fuori il più possibile dalle lotte sociali. Hanno riformulato le accuse, e ripetutamente hanno cercato di collegare il suo caso, senza successo, con le azioni dell’OLA (Gruppi di Combattenti Popolari). Il 6/12 sarà processato con l’accusa aggravata di possesso di esplosivi.

Ci assumiamo la responsabilità dell’attacco alla banca Eurobank nel centro di Salonicco nella notte di venerdi 3 Dicembre, perché solidarietà significa attaccare lo Stato e il capitale. Mettiamo in chiaro che non lasceremo nessuno solo nelle loro mani, e continueremo ad essere al loro fianco negli stessi termini di lotta e di azione diversificata.

LIBERTÀ AL COMBATTENTE POLYKARPOS GEORGIADIS
SOLIDARIETÀ AI 2 COMPAGNI PERSEGUITATI
FUOCO A TUTTE LE PRIGIONI
IL 6 DICEMBRE TUTTI IN PIAZZA

Μητροπολιτική Ομάδα Καταστροφών
(Gruppo Catastrofi Metropolitane)

Fonte: athens.indymedia.org e actforfree.noblogs.org

Traduzione: infernourbano




Fonte: Infernourbano.noblogs.org