Gennaio 6, 2023
Da Inferno Urbano
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Negli ultimi tempi, lo Stato, oltre ad aggravare le condizioni di miseria generale e ad intensificare la repressione, sta inasprendo il divario sociale, rendendo la sopravvivenza un lusso. Sta cercando di imporre un controllo totale su ogni aspetto della nostra vita, rafforzando così la sua politica controinsurrezionale. Uno dei gruppi sociali su cui vengono sperimentate maggiormente le varie forme di controllo è quello dei detenuti, essendo dei soggetti considerati ai margini e stigmatizzati dal resto della società, sono diventati terreno fertile per le politiche statali più dure.

Il 28/10 è stato approvato il nuovo codice penale che, tra le altre cose, prevede l’inasprimento delle condizioni per avere accesso ai congedi e alla libertà condizionata, l’inasprimento delle procedure disciplinari, l’allungamento dei tempi di detenzione per coloro che vengono accusati di far parte di organizzazioni considerate “criminali o terroristiche”, la reintroduzione delle carceri di tipo C come “carceri di massima sicurezza” e il divieto di trasferimento nelle carceri rurali (istituti penitenziari soggetti ad un regime meno restrittivo, a cui possono accedere i prigionieri di lungo corso*). In questo modo, oltre a peggiorare il regime di esclusione a cui sono sottoposti i prigionieri politici, lo si estende anche ad altre categorie di reati, aumentando così i tempi di detenzione per coloro che rientrano in queste categorie. Subito dopo l’approvazione della legge, sono iniziate le mobilitazioni nelle carceri greche, a cui hanno preso parte molti prigionieri politici e quelli sottoposti a procedimenti penali.

Thanos Chatziangelou ha partecipato attivamente a queste mobilitazioni, ed è stato immediatamente preso di mira dallo Stato che lo ha trasferito nel carcere di Nigrita il 19/12, come è accaduto pochi giorni dopo anche a Kostas Dimalexis, trasferito nel carcere di Trikala. Lo scopo di questi trasferimenti è quello di allontanare i militanti, che non hanno mai smesso di lottare e di opporsi ai loro oppressori, dalle comunità di lotta a cui partecipavano e che avevano creato. La risposta di Thanos è stata immediata, iniziando uno sciopero della fame e della sete il 19/12 per chiedere spiegazioni circa i motivi del suo trasferimento e chiedendo il ritorno alla prigione di Korydallos.

Attraverso questa scelta Thanos sta usando il suo corpo e la sua vita come una trincea, di fronte ai metodi repressivi dello Stato, andando a minare così il regime di eccezione a cui è sottoposto.

Ma lo Stato, da parte sua, rimane intransigente e spietato nei confronti degli oppressi e di coloro che si oppongono alle sue politiche. Spesso sceglie di assumere il ruolo di assassino, sia attraverso il respingimento dei migranti alle frontiere terrestri e marittime, sia attraverso gli incidenti sul lavoro, sia attraverso lo smantellamento della salute pubblica e, più recentemente, attraverso l’omicidio a sangue freddo del sedicenne Kostas Fragoulis da parte delle fecce in uniforme della DIAS. Tutto questo viene supportato, sia a livello giudiziario che da parte dei mass media, da un meccanismo di raccolta e distorsione delle informazioni che vengono date, con conseguente apatia sociale e legittimazione di questi eventi da parte della popolazione.

Nel caso di Thanos, lo Stato ha scelto la politica dello sterminio, dal momento che è arrivato ormai al 17° giorno di sciopero della fame e della sete e la sua salute è in condizioni critiche, senza che vi sia alcuno sviluppo circa le sue richieste. Allo stesso tempo, dal 31/12, esiste un ordine scritto del pubblico ministero con cui si autorizza a procedere con l’alimentazione e l’idratazione forzata del nostro compagno, qualora cadesse in coma, cercando così di porre fine in modo violento alla lotta che ha scelto in totale autonomia e violando la sua scelta e la sua autodeterminazione. L’alimentazione forzata è una tortura, riconosciuta anche dalle marce istituzioni dell’UE, e può essere causa di gravi danni fisici e mentali. Tuttavia, finora, a tutti i tentativi di idratazione e alimentazione forzata che sono stati fatti, Thanos ha resistito vigorosamente, dimostrando ancora una volta il suo atteggiamento intransigente e il suo impegno nella lotta che ha scelto.

Come minimo segno di solidarietà, la mattina del 4/1, abbiamo attaccato le vetrine di 4 negozi colpendole a martellate (Eurobank, Attica Bank, Vicko, Bioiatric) all’incrocio tra via Lagada e via Stratou.

VITTORIA ALLA LOTTA DEL PRIGIONIERO ANARCHICO IN SCIOPERO DELLA FAME E DELLA SETE THANOS CHATZIANGELOU

L’ALIMENTAZIONE FORZATA E’ TORTURA

POTERE A TUTTI GLI ALTRI COMPAGNI IN SCIOPERO DELLA FAME E SOLIDARIETÀ A G. MICHAILIDIS, K. DIMALEXIS, I. RODOPULOS

SOLIDARIETÀ AGLI 11 COMBATTENTI TURCHI IN SCIOPERO DELLA FAME

FORZA AL PRIGIONIERO ANARCHICO IN SCIOPERO DELLA FAME ALFREDO COSPITO

VITTORIA ALLA LOTTA DEI PRIGIONIERI CONTRO IL NUOVO CODICE PENALE

CHE VADANO A FUOCO TUTTE LE PRIGIONI E TUTTE LE CELLE

Anarchici

Fonte: athens.indymedia.org via darknights.noblogs.org

Traduzione: Inferno Urbano




Fonte: Infernourbano.altervista.org