Novembre 21, 2020
Da Inferfo Urbano
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Con il passare del tempo vediamo l’autoritĂ  statale armarsi, mirando a limitare il piĂč possibile le azioni di coloro che, potenzialmente pericolosi, si oppongono ad essa e ai suoi interessi. Questo lo si nota nello sviluppo delle leggi antiterrorismo e nell’introduzione di nuove leggi repressive, nel miglioramento delle infrastrutture di sicurezza, nel continuo reclutamento di sbirri e nell’introduzione di nuove forze pronte a far valere la pace e l’ordine nelle strade delle metropoli.

Nel frattempo, l’autorità propone attacchi e li applica con l’obiettivo di sfidare i riflessi e la solidità delle forze con cui si confronta oggi, mentre in altre occasioni cerca solo di sopprimerle fisicamente, eticamente e politicamente. Questa ù la lezione da trarre dall’atteggiamento provocatorio degli sbirri durante le manifestazioni, dagli arresti occasionali e dalle enormi indagini stilate, dalle retate negli spazi illegali e dallo sgombero delle occupazioni. Dal canto loro, i giornalisti, in collaborazione con i loro padroni, replicano la retorica dell’autorità, confermando in tal modo il proprio ruolo di organo della propaganda di Stato nel sistema sociale.

Tutto ciĂČ fornisce il ritratto della scena politica plasmata dalle forze di NĂ©a DimokratĂ­a [“Nuova Democrazia”], che ora hanno in mano la macchina dello Stato. Questo sembra essere il loro piano per rafforzare, contro coloro che reagiscono, i meccanismi dello Stato stesso e del potere economico. Questo obiettivo, il consolidamento del mondo dell’autoritĂ , procede di pari passo con qualunque tipologia di gestione del potere statale. Un potere politico non puĂČ e non avrebbe motivo di esistere se questo scopo non facesse parte della sua agenda.

Pertanto, indipendentemente dalla direzione intrapresa da un determinato governo, dal volto che mostra e dalle mosse che compie, siano esse pazienti o di decisa intensitĂ , saranno sempre mirate al raggiungimento di questo obiettivo.

Il contrapposto movimento delle idee rivoluzionarie libere, che mirano alle fondamenta su cui lo Stato e le autoritĂ  finanziarie sono costruite, Ăš per natura un nemico di entrambi. Il mondo che esprime attraverso le sue idee, quello delle libere associazioni tramite cui si formano le relazioni, porrĂ  fine a qualsiasi tipo di dominazione. Sanno che un mondo del genere non Ăš adatto a loro. CiĂČ che temono piĂč di tutto Ăš che un assaggio di anarchia e di vita libera comporti la fine del mondo dell’autoritĂ  e di ogni speranza di tornare a ciĂČ che esisteva in precedenza. PerciĂČ le forze del movimento rivoluzionario, e naturalmente gli anarchici, sono una seria minaccia per l’esistente, e questo puĂČ essere constatato dalla strategia che viene rivolta contro di loro.

Le aree liberate della lotta anarchica, gli squat, sono state prese di mira fin dal primo momento dell’instaurazione del potere politico di NĂ©a DimokratĂ­a, mentre oggi, da quando Ăš terminato il periodo di preparazione da parte dello Stato — con gli annunci del ministero dell’ordine pubblico e del famoso ultimatum [per lo sgombero delle occupazioni] —, assistiamo all’applicazione di un piano repressivo che tutte le forze rivoluzionarie dovranno affrontare. Non dobbiamo pensare che la familiarizzazione con questo modo di procedere sarĂ  raggiunta mediante la condotta che il movimento anarchico ha dimostrato per decenni, e lo Stato da parte sua ci sta aiutando a prendere dimestichezza della veritĂ  globale del tempo presente. Nulla Ăš dato senza lottare.

C’ù un mondo intero lĂ  fuori pronto a difendere le radici dell’autoritĂ  istituzionalizzata. Pronto a difendere le componenti strutturali che le permettono di respirare, pronto a difendere l’imposizione della schiavitĂč salariale, della proprietĂ , dell’esercito, delle nazioni, della famiglia, il rispetto della segregazione sociale, del patriarcato, dei comportamenti machisti, dell’emarginazione, di tutti i tipi di oppressione che si possono affrontare, piccoli o grandi che siano. C’ù un mondo che accetta il potere come elemento naturale dell’umanitĂ , come qualcosa che nessuno puĂČ negare.

Ma alcuni rifiutano la coercizione come criterio nelle relazioni che si costruiscono. Tutti loro, combattenti di una vita libera, non-autoritaria, partecipano alla guerra in atto tra questi due mondi; lavoriamo sulle nostre contraddizioni, superiamo i nostri limiti, ci accorgiamo quanto sia cruciale la difesa delle nostre aspirazioni, tutto ciĂČ non ha un prezzo.

Nelle prime ore del 12 ottobre [2020] abbiamo dato fuoco a due veicoli di una impresa di sicurezza parcheggiati in via Makedonias, nella parte est della cittĂ , rafforzando il diversificato carattere della lotta anarchica e rispondendo alla chiamata per la difesa delle nostre infrastrutture.

Solidarietà all’occupazione Terra Incognita e ad ogni altra infrastruttura di lotta che ha affrontato o affronterà la repressione.

Forza al compagno Polykarpos Georgiadis, arrestato il 23 settembre in un’operazione dell’unità antiterrorismo, ai compagni Giannis Michailidis, Dimitra Valavani e Kostantina Athanasopoulou, arrestati nel corso di un’operazione antiterrorismo il 29 gennaio, e a tutti i compagni rinchiusi nelle carceri.

Nucleo incendiario di solidarietĂ 

Fonte: Act For Free




Fonte: Infernourbano.altervista.org