Gennaio 26, 2022
Da Inferno Urbano
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Riceviamo e pubblichiamo:

SALUTE, SOLIDARIETÀ E LIBERTÀ VO CERCANDO. E LE TROVERÒ SOLO INSIEME

A seguito dei numerosi cluster Covid-19 esplosi ripetutamente in moltissime strutture ospedaliere e RSA del nostro Paese, anche negli Ospedali Santi Paolo e Carlo si riscontrano parecchi casi di lavoratori contagiati, pur avendo ottemperato all’obbligo vaccinale, addirittura dopo la seconda e terza dose. Oltre 150 operatori sono risultati positivi alla prima settimana di gennaio 2022, mentre a livello nazionale sono stati quasi 30 mila in un mese, un numero che porta a 182.345 gli operatori sanitari contagiati dall’inizio della pandemia.

I report e le circolari della Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute precisano che il vaccinato deve essere considerato alla stregua di un non vaccinato […] e che il vaccinato continua a diffondere il virus […] e che gli stessi devono essere posti in quarantena se a contatto con soggetti positivi, ma nonostante queste precise parole ci si ostina a fare finta che il vaccino protegga dalla trasmissione virale e si impongono delle certificazioni verdi Covid-19 (green pass e super green pass) con lo scopo di: “tutelare la salute pubblica”, come riportato nei vari Decreti emanati dall’aprile 2021 a oggi.

Se i sanitari e i pazienti vengono infettati o infettano, evidentemente (e non si deve essere pozzi di scienza per capirlo) il green pass NON GARANTISCE ALCUNA CONDIZIONE DI SICUREZZA e tutti vanno perciò tamponati, a prescindere che lo abbiano o non lo abbiano.

Oltre all’assenza degli operatori in quarantena, nella nostra ASST Santi Paolo e Carlo si contano circa 50 lavoratori sospesi dall’attività lavorativa per non essersi piegati all’imposizione del green pass, sia che fossero o non fossero vaccinati. Colmo dei colmi, le prime persone a subire la sospensione sono state alcune lavoratrici in maternità – quindi non presenti sul posto di lavoro –, che hanno scelto di rimandare la vaccinazione a dopo la gravidanza, giustamente attente alla condizione di salute propria e del nascituro.

Inoltre, va segnalato il fatto che tra i sospesi si contano pure alcuni rappresentanti sindacali e delegati RSU, che si trovano quindi impediti a svolgere la propria funzione, costituzionalmente garantita, in base a un provvedimento sulla cui legittimità sono stati avanzati fondatissimi dubbi da autorevoli giuristi. Parrebbe addirittura, che i sospesi non possano esercitare il loro diritto, anch’esso costituzionalmente garantito, a partecipare (sia come votanti sia come candidati) alle elezioni per il prossimo rinnovo della RSU (previsto ad aprile).

Chiunque abbia un’idea – e nel caso non ce l’abbia, gli converrebbe farsela velocemente – di cosa si debba intendere per Prevenzione, capisce che stiamo sprofondando nella follia più totale: da un lato i cittadini sono costretti con un brutale ricatto a farsi inoculare sostanze parzialmente efficaci per uno scopo irraggiungibile, cioè l’interruzione della catena d’infezione, e dall’altro alle persone trattate con queste sostanze si dà il lasciapassare per trasmettere il virus ad altri.

Le aziende sanitarie dovrebbero implementare proprie attività di monitoraggio “costante” e tracciamento dei contagiati, stante l’evidenza che più alto è il numero delle persone infette che entrano ed escono da ambienti a rischio, più il virus aumenta la propria pervasività fuori degli stessi ambienti ospedalieri. E nel fare ciò le aziende dovrebbero avvalersi dell’appoggio degli RLS e del Comitato Covid, cosa che non avviene all’ospedale dei Santi Paolo e Carlo, dove gli RLS non vengono convocati da tempo, tant’è che nei primi giorni di febbraio verrà discussa la causa per condotta antisindacale, proprio sul nuovo regolamento RLS e sulla riduzione del numero dei suoi componenti. POICHÉ QUEST’ASSENZA DEL PERSONALE GRAVA ENORMEMENTE SULL’ASSISTENZA SANITARIA, chiediamo:

– esecuzione dei tamponi su tutto il personale, vaccinato e non;

– reintegro degli operatori sospesi dal lavoro;

– cessazione della mobilità del personale verso gli Hub Vaccinali, i Drive-through e, da ultimo, l’ospedale in Fiera.

Milano, 24 gennaio 2022

USI-Sanità ASST Santi Paolo e Carlo USB ASST Santi Paolo e Carlo




Fonte: Infernourbano.noblogs.org