10 visualizzazioni

Intanto ai lavoratori esternalizzati al Sant’Orsola è sparita nel cambio appalto una voce in busta paga che incide fino a 150 euro sul netto, denuncia un comunicato diffuso da Adl Cobas.

12 Dicembre 2022 – 17:52

“La situazione sanitaria regionale emiliana romagnola è esplosivamente drammatica”, scrive il Sindacato generale di base. “I pronto soccorso dei vari ospedali”, spiega, “sono saturi di pazienti, carenti di personale sanitario, vedono file interminabili di attesa ed è sotto gli occhi di chiunque si rechi per ricevere cure il  totale caos che regna in quei luoghi. Il ricorso alla sanità privata, per sopperire alle fallimentari politiche liberiste imposte alle aziende pubbliche, peggiora volutamente la situazione  e l’Emilia Romagna, a guida Pd, Coraggiosa e rami vari, si trasforma in competitor delle peggiori politiche liberiste della Lombardia a guida Lega. Il colossale buco di bilancio, circa 850 milioni di euro, è il successivo ricorrere al rastrellamento di risorse, ridicolo, di 15 milioni tagliati oltretutto ad altri settori sociali, dell’amministrazione regionale è l’ennesima pezza peggio del buco sulla strada della totale mancanza di progettazione per la salvaguardia, lo sviluppo e l’ampliamento del Sistema sanitario nazionale. Privatizzazione in appalto dei pprontronto soccorso, mai potenziati appositamente come quello di S. Maria Nuova a Reggio Emilia, e chiusura dei punti ospedalieri nell’Appennino (oggi si parla di Loiano ma altri, come i punti nascita diminuiti e chiusi negli anni scorsi nel reggiano, nel modenese e nel bolognes ) sono da anni denunciati dal Sindacato Generale di Base e dai cittadini”.

Prosegue il comunicato: “Come al solito vogliono scaricare i costi dei loro fallimenti su lavoratrici, lavoratori e cittadini. Occorre ribadire le proposte, che come Sindacato Generale di Base, portiamo a tutti i tavoli ed ai lavoratori e alle lavoratrici della sanità pubblica. Dobbiamo porre argine alle fallimentari politiche liberiste e di smantellamento della sanità pubblica. Chiediamo l’assunzione di personale sanitario attraverso lo sblocco delle graduatorie concorsuali in atto, prossime alla scadenza, l’internalizzazione dei servizi in appalto, e stabilizzazioni delle lavoratrici e dei lavoratori, che costano di più all’azienda, l’incremento dei fondi per sanità pubblica regionali e nazionali”.

Il sindacato si dice pronto “a trattare e costruire con chiunque si pone su quest’ottica” e aggiunge: “Nei prossimi giorni inizieremo le procedure per il blocco degli straordinari, strumento che utilizzano le aziende per bypassare le assunzioni di personale. Saremo presenti con presidi di fronte agli ospedali e alle strutture sanitarie regionali per informare cittadini e lavoratori delle nostre proposte e della situazione dei nostri luoghi di lavoro. Per la difesa e l’ampliamento della sanità pubblica. Una sanità, pubblica, efficiente e gratuita per tutti i cittadini. Uniti siamo tutto!”.

Il blocco degli straordinari e lo stato di agitazione continuano intanto al Sant’Orsola, fa sapere un comunicato a firma Lavoratori agitati in appalto del Policlinico Sant’Orsola – Malpighi diffuso da Adl Cobas, dove si denuncia anche che nel cambio appalto è venuta meno una voce in busta paga, con lavoratrici e lavoratori remunerati fino a 150 euro netti in meno al mese.




Fonte: Zic.it