Dicembre 2, 2022
Da Inferno Urbano
171 visualizzazioni

Riceviamo dai compagni cileni e pubblichiamo:

Alfredo Cospito è in sciopero della fame dal 20 ottobre, come segno di protesta contro il regime di tortura del 41bis in cui è stato trasferito nel maggio di quest’anno. Attualmente è rinchiuso nel carcere di Bancali, in provincia di Sassari, in attesa di un riesame della legittimità o meno del provvedimento che lo detiene in quel regime infame, riesame che sarà discusso il 1° dicembre di quest’anno in tribunale. Di fronte alla decisione di Alfredo di continuare fino alle ultime conseguenze, siamo in linea con i vari appelli internazionalisti a non lasciare solo il compagno, ad agitarsi, a rafforzare l’azione rivoluzionaria e la solidarietà. L’urgenza richiede di inasprire il confronto, di capire che la guerra contro lo Stato, il capitale e l’autorità è una battaglia globale, che l’apparato carcerario con le sue misure estreme di isolamento è parte di un’evoluzione della punizione verso l’integrità dell’azione rivoluzionaria e sediziosa, e che i centri di sterminio sono il baluardo per eccellenza degli Stati e dei governi per sottomettere e condurre l’individuo a una morte lenta (il CAS in Cile, il FIES in Spagna, il carcere di Stammheim progettato per i membri della RAF, per citare solo alcune delle espressioni più contemporanee di queste istituzioni).

Il 41bis è un regime che pone il detenuto in uno stato di isolamento totale, mette a tacere la sua parola, limita le visite che può ricevere ad un’ora al mese (attraverso un vetro divisorio), solo 10 minuti di telefonate (in presenza dei suoi carcerieri), nonché la censura sistematica delle sue idee, impedendogli ogni tipo di corrispondenza con il mondo esterno. Ricordiamo che il compagno, pur essendo rinchiuso in carcere, non ha mai smesso di contribuire al dibattito anarchico internazionale con articoli e pubblicazioni. Le autorità temono che la determinazione di Alfredo, nel voler moltiplicare le pratiche sediziose e a sviluppare l’Internazionale Nera, possa superare le mura dell’isolamento. Questi ultimi 10 anni di prigionia continua, trascorsi in diverse carceri di Alta Sicurezza, non hanno portato il compagno al pentimento. Questo è stato il duro colpo che l’autorità, rappresentata dai suoi giudici, poliziotti, imprenditori e politici, ha ricevuto, ed è questa sua convinzione, quella di voler continuare a rivendicare con orgoglio la lotta anarchica, che motiva la sua vendetta.

Alfredo Cospito è un compagno anarchico arrestato nel 2012 insieme a Nicola Gai, durante il processo a suo carico ammise di essere stato lui a sparare alle gambe del leader di Ansaldo Nucleare (una grande azienda che produce reattori e promuove l’energia nucleare) Roberto Adinolfi. Un’azione rivendicata dal Nucleo Olga/Federazione Anarchica Informale – Fronte Rivoluzionario Internazionale (FAI-FRI). Nel 2016 viene coinvolto nell’Operazione Scripta Manent, con l’accusa di associazione sovversiva con finalità di terrorismo e di attentati esplosivi plurimi (tra cui l’attentato contro la scuola allievi dei carabinieri di Fossano), arrivando poi alla sentenza definitiva, nei suoi confronti e della compagna Anna Beniamino, nel luglio di quest’anno, e riformulata in “strage politica”, anche se in nessuna delle azioni di cui sono accusati ci sono stati vittime e feriti.

Attualmente sono in corso numerose proteste, presidi e giornate di solidarietà per Alfredo in diverse parti del mondo. Manifestazioni per le strade di Berlino (Germania) e attacchi contro le residenze private dei giudici ad Atene (Grecia). In Italia sono state organizzate giornate di protesta fuori dai tribunali,  sono state sabotate alcune linee ferroviarie ed è stata occupata la sede di Amnesty International a Roma. Occasioni nelle quali è stato ribadito che bisogna fare attenzione a non trasformare questi momenti in una fase riflessiva e di pensiero, bensì di azione.

Per questo, tra le diverse volontà anarchiche, è stata organizzata una giornata in solidarietà con Alfredo, con cui rendere visibile il suo stato attuale, e per poter approfondire  le motivazioni che lo hanno spinto ad intraprendere lo sciopero della fame, una lotta che deve diventare collettiva, perché è così che la pressione diventa ancora più efficace.

Questa giornata si svolgerà il 2 dicembre ad Agustinas 2384 (Santiago) alle ore 17.00. Ci sarà una fiera dedicata alla stampa antiautoritaria, informazioni su Alfredo e sull’Operazione Sibilla e stand per la vendita di cibo vegano. Questo evento è gratuito, senza fumo e senza alcol. Condividiamo con voi il contenuto:

– Presentazione della rivista “Encierro dentro del encierro” (“la prigione dentro la prigione”) a cura del Coordinamento 18 Ottobre.

– Presentazione del libro “Che tremino, noi balleremo. Storia della federazione anarchica informale” della casa editrice Memoria Negra.

– Intervento informativo sullo sciopero della fame di Alfredo Cospito e sul regime di tortura del 41bis da parte dei compagni Italiani.

– Presentazione della prima edizione del libro “Que Internacional?” (“Quale Internazionale?”) di Alfredo Cospito e molti da altri, in spagnolo, a cura delle Edizioni Anarchiche.

Chiediamo di moltiplicare i gesti di solidarietà, di impegnarsi nell’internazionalismo come pratica di natura anarchica, di coordinare l’agitazione per la libertà di Alfredo Cospito e di tutti/e i/le compagni/e prigionieri/e. Un abbraccio a Juan, Anna e Ivan, che dalle carceri italiane e francesi si sono uniti allo sciopero della fame di Alfredo. Un saluto a Toby Shone, che si è rifiutato di partecipare ai seminari impostigli dal sistema carcerario britannico a sostegno della mobilitazione.

Per maggiori informazioni (in spagnolo) sullo sciopero di Alfredo è stato recentemente creato un blog: lucharcontrael41bis.noblogs.org

Contro il 41Bis!

Solidarietà ad Alfredo Cospito!

Per la libertà di tutti i prigionieri di guerra!

Viva l’anarchia!




Fonte: Infernourbano.altervista.org