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E’ la situazione che si profila al Fermi, segnalano i genitori delle future quarte con una lettera a preside, Regione, ministero, Città metropolitana e Ufficio scolastico: “Non appena giunti a una quasi normalità didattica, le cattive pratiche abituali vengono riapplicate senza pudore. Piove quindi sul bagnato, e chi pagherà saranno ancora una volta gli studenti”.

16 Giugno 2022 – 16:14

A causa della carenza di docenti per il prossimo anno scolastico, al liceo Fermi si prospetta una situazione fatta di classi smembrate e riaccorpate e di materie trattate con gruppi di studenti assemblati a sorte. Scenario che fa arrabbiare in particolare i genitori delle future quarte, che hanno incontrato il preside Fulvio Buonuomo nei giorni scorsi e che in seguito hanno inviato una lettera non solo al dirigente ma anche al ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, al presidente della regione Stefano Bonaccini, al vicedirettore dell’Usr Bruno di Palma, al provveditore di Bologna Giuseppe Antonio Panzardi e al delegato metropolitano Daniele Ruscigno e al preside del Fermi. I genitori riferiscono che al momento “la soluzione individuata per fare fronte alle carenze di organico del liceo sarebbe, nella migliore delle ipotesi, riaccorpare due terze in una quarta da 28 alunni. Nella peggiore, smembrare la classe dei nostri figli e spostarne un piccolo gruppo in una quarta e accorpare gli altri in un’altra quarta”. Secondo i genitori si tratta di uno “scenario particolarmente lesivo per ragazzi”, già colpiti e provati dalla pandemia. Il tema delle classi pollaio, sottolineano nella loro lettera i genitori, “è purtroppo un evergreen che si sperava potesse trovare una soluzione”, proprio per le condizioni vissute negli ultimi anni. “Dobbiamo invece prendere atto che non appena giunti a una quasi normalità didattica, le cattive pratiche abituali sono state riapplicate senza alcun pudore. Piove quindi sul bagnato, e chi pagherà saranno ancora una volta gli studenti”.




Fonte: Zic.it