Gennaio 5, 2021
Da Radio Blackout
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Le scuole riapriranno o no il 7 gennaio? Probabilmente in ordine sparso, tra i diktat del governo e gli strappi di alcune amministrazioni regionali.
Nessuno dubita che la DAD sia una scelta sbagliata sia sul piano delle relazioni, che delle possibilità stesse di accesso, che variano in base alle condizioni economiche e alle capacità culturali delle famiglie di provenienza di bambine e bambini, ragazze e ragazzi.
Il ministero vorrebbe riaprire subito, nonostante non abbia fatto nulla per mettere in sicurezza le scuole.
In questa situazione la ripresa delle lezioni in presenza espone a seri rischi tutti, ma, in primis, i tanti lavoratori e lavoratrici che hanno tra i 50 e i 67 anni.

La questione della riapertura viene giocata dai partiti di governo in una astratta contrapposizione tra retorica e paura. La partita vera, che nessuno vuole giocare davvero, ha invece una base molto materiale, per la quale servirebbero investimenti significativi, che colmassero gli infiniti tagli di questi anni. I temi cruciali per poter garantire la didattica in presenza in condizioni di sicurezza si incardinano sull’aumento degli spazi (aule, palestre, laboratori…) e sull’assunzione stabile dei 200.000 lavoratori e lavoratrici precarie.

Ne abbiamo parlato con Alfonso Natale, segretario nazionale della CUB Scuola

Ascolta la diretta:





Fonte: Radioblackout.org