Gennaio 13, 2022
Da Radio Blackout
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Oltre 50 scuole romane hanno occupato dall’autunno in poi e, in questo inizio anno, è nata una rete che le unifica dal nome La Lupa. Come scrivono sul loro canale, le occupazioni “hanno dato un segnale inequivocabile”, un vero e proprio moto di rifiuto nei confronti dell’istituzione scolastica e di come sta venendo gestita la pandemia.

La tutela della salute infatti, è uno dei temi centrali nelle rivendicazioni degli e delle studentesse, non soltanto per ciò che riguarda la sicurezza a scuola relativamente ai contagi, ma anche per tutto ciò che la pandemia ha implicato in questi mesi. Gli e le studentesse chiamano in causa le conseguenze che ha avuto la dad, non riconoscibile come uno strumento adeguato né per l’apprendimento né per il bisogno di socialità, gli strascichi dell’isolamento, la sofferenza psicologica. Era da anni che non si vedeva una mobilitazione così di massa e continuativa nella città e il fatto che prenda le mosse dai disagi reali e dalla rabbia causati da questi due anni fa sì che abbia tutte le carte in regola per continuare e diffondersi.

Ai nostri microfoni Pietro, studente che ha preso parte alle mobilitazioni.





Fonte: Radioblackout.org