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Sentenza del processo di primo grado contro il compagno anarchico Giuseppe Bruna (Genova, 10.05.2021)

Il 10 maggio è stata emessa la sentenza del processo di primo grado che ha visto imputato il compagno anarchico Giuseppe Bruna con l’accusa di aver collocato un ordigno incendiario contro un ufficio postale a Genova, l’8 giugno 2016. Il compagno è stato condannato a 5 anni di carcere.

Nel periodo in cui si verificò l’attacco in questione le Poste vennero attaccate ripetutamente a causa della collaborazione nell’espulsione e deportazione dei migranti tramite la compagnia aerea Mistral Air (controllata dalle Poste). La custodia cautelare in relazione a questo fatto era arrivata a Beppe il 17 dicembre 2019, a seguito di una indagine curata dal Raggruppamento Operativo Speciale dei carabinieri e dal pubblico ministero Manotti. Le accuse nei suoi confronti si basano sul rinvenimento di tracce di DNA che gli sbirri hanno attribuito al compagno. L’ordigno non si era infiammato e stando a quanto stabilito dagli sbirri non avrebbe potuto innescarsi.

Beppe si trova in carcere dal 21 maggio 2019, arrestato nel contesto dell’operazione Prometeo, un’indagine condotta sempre dal ROS dei carabinieri, che ha comportato anche l’arresto di Natascia e di un altro compagno, successivamente scarcerato a dicembre dello stesso anno. L’accusa nei loro confronti è di «attentato con finalità di terrorismo», in quanto ritenuti responsabili dell’invio di tre pacchi-bomba arrivati nel giugno 2017 ai pubblici ministeri Rinaudo (pubblico ministero in parecchi processi contro il movimento antagonista e gli anarchici) e Sparagna (pubblico ministero nel processo Scripta Manent) e a Santi Consolo, all’epoca direttore del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di Roma.

È attualmente in corso, sempre presso il tribunale di Genova, il processo per l’operazione Prometeo contro Natascia, Beppe e il compagno imputato a piede libero.

Solidarietà rivoluzionaria con gli anarchici imprigionati nelle carceri dello Stato!


Sentence of the first instance trial against the anarchist comrade Giuseppe Bruna (Genoa, Italy, May 10, 2021)

On May 10th, the verdict of the first-degree trial that saw the anarchist comrade Giuseppe Bruna accused of having placed an incendiary device against a post office in Genoa on June 8th, 2016, was issued. The comrade received a sentence of five years in prison.

During the period in which the attack in question occurred Poste Italiane was attacked repeatedly because of its collaboration in the expulsion and deportation of migrants through the airline Mistral Air (controlled by Poste Italiane). Pre-trial detention in relation to this fact had come to Beppe on December 17th, 2019, following an investigation by the Special Operational Grouping (ROS) of the Carabinieri and public prosecutor Manotti of Genoa. The charges against the comrade were based on the discovery of DNA traces that the cops attributed to him. The device had not ignited and according to what the cops established it could not have worked due to a malfunction.

Beppe has been in prison since May 21st, 2019, arrested in the context of “Prometeo” (Prometheus) repressive operation, an investigation conducted again by the ROS of the Carabinieri, which also involved the arrest of Natascia and another comrade, later released from prison in December of the same year. The accusation against them is of “attack with the purpose of terrorism” (, as they are held responsible for sending three parcel bombs that arrived in June 2017 to prosecutors Rinaudo (public prosecutor in several trials against the antagonist movement and anarchists) and Sparagna (public prosecutor in the Scripta Manent trial) and to Santi Consolo, at the time director of the Department of Penitentiary Administration (DAP) in Rome.

Is currently underway, also at the court of Genoa, the trial for the “Prometeo” operation against Natascia, Beppe and the comrade who was released from prison in December 2019.

Revolutionary solidarity with the imprisoned anarchists!




Fonte: Malacoda.noblogs.org