Ottobre 26, 2021
Da Il Manifesto
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Dopo un’assenza di quasi sette anni, Billy Idol è tornato con tutta quella carica sbruffona e iconoclasta che, negli anni 80, lo ha reso l’anti-idolo per eccellenza del pop velato di post-punk. The Roadside infatti, EP di quattro tracce inciso durante lo scorso lockdown, è la piacevole conferma del fatto che il suo ringhio e la sua spavalderia sono ancora intatti, a cominciare dalla prima traccia Rita Hayworth. Lungi dall’essere un languido tributo all’iconica Gilda, la canzone è uno scatenato uptempo che sembra una b-side dei bei tempi di Hot in the City o Eyes Without a Face.  Dopo l’apertura frenetica, Bitter Taste (il brano migliore) è una straziante riflessione meditativa sulla vita, la morte, il destino e la fortuna che vede le chitarre del fidato Steve Stevens evocare i riff lamentosi di un Chris Isaak. Mentre la voce di Billy, che a metà brano inizia un dialogo con l’Aldilà rappresentato da un coro femminile, accarezza i toni cupi di Jim Morrison. I restanti brani, U Don’t Have To Kiss Me Like That e Baby Put Your Clothes Back On tornano nuovamente a spingere sul pedale del rock più rude e senza fronzoli. Lasciando ben sperare per un futuro album più corposo e sfaccettato




Fonte: Ilmanifesto.it