96 visualizzazioni


“Ritirati i part time ciclici verticali”, segnala il sindacato: “La strada è lunga ma abbiamo aggiunto un pezzo alle nostre conquiste”. L’Usb, invece, apre lo stato d’agitazione alla Gd, bloccando le flessibilità. Riders Union segnala che le piattaforme di Assodelivery non hanno ancora regolarizzato la propria posizione dopo l’inchiesta di Milano: “Si muovano le istituzioni”.

18 Giugno 2021 – 17:30

Educatori - foto Fb SgbIeri si è svolta la prosecuzione di un’udienza conoscitiva del Comune di Bologna sui servizi d’integrazione scolastici, in appalto alle cooperative Quadrifoglio e Orsa: “Un incontro in cui è stato comunicato ufficialmente dalle cooperative che i contratti part time ciclici verticali verrano modificati in contratti su 12 mesi. Vittoria!”, esprime la propria soddisfazione l’Sgb. “La richiesta di Sgb, accolta, è stata fin da settembre- spiega il sindacato- quella di non aprire le porte a questa tipologia di contratti (part time ciclici verticali) che lasciano il lavoratore a tempo indeterminato con dei buchi retributivi e senza la possibilità di ricevere alcun tipo di ammortizzatore sociale. Un contratto di cui chiediamo l’abolizione anche nella piattaforma nazionale della rete Ios, di cui Sgb fa parte, perché precarizza ulteriormente i lavoratori e le lavoratici in appalto peggiorandone le condizioni di lavoro. Questa decisione, non dovuta da parte delle cooperative non possiamo che vederla come positiva perché avvicina i lavoratori in appalto alle garanzie e ai diritti dei lavoratori diretti dando maggiore dignità ai primi. Come Sgb continueremo a chiedere in tutti gli ambiti, che a uguale mansione corrisponda uguale paga e uguali diritti per i lavoratori e per questo continueremo a portare avanti le rivendicazioni di miglioramento contrattuale nazionale, aziendale, e dai committenti, passando dalle richiesta particolari come l’inquadramento in D2, a quelle generali e politiche della intenalizzazione di tali servizi. Il prossimo 22 giugno avremo l’incontro con le cooperative e affronteremo con loro la questione estiva in modo globale, verificheremo il cambio di contratto oggi solo annunciato e la necessità di fare un accordo di Fis per la cronica carenza di ore estive a causa della scelta politica dei comuni di organizzare i servizi estivi con associazioni sportive e religiose che non garantiscono contratti ma rimborsi spese e volontariato. La strada è lunga ma abbiamo aggiunto un pezzo alle nostre conquiste bloccando la deriva dei contratti ciclici verticali, che poteva compromettere le conquista fatte negli ultimi 10 anni dalle lotte delle educatrici e educatori di Bologna”.

L’Usb, invece, segnala l’apertura dello stato di agitazione alla Gd e spiega: “Know how in pericolo perché l’azienda, in deroga al contratto integrativo vigente, vuole inviare lavoratorə esternə al posto dei lavoratorə Gd a collaudare le nostre macchine e a rappresentare l’azienda dal cliente”. Per questo “da lunedì 21 dichiariamo lo stato di agitazione bloccando ogni tipo di flessibilità: turni, straordinari sia in sede che in trasferta e viaggi nel weekend, fintanto che l’azienda non ritornerà sui propri passi”, annuncia l’Usb.

Infine, Riders Union denuncia che “le piattaforme specializzate nella consegna dell’ultimo miglio, riunite nell’associazione datoriale Assodelivery (Glovo, Deliveroo e Uber Eats), non hanno ancora regolarizzato la propria posizione rispetto all’indagine della Procura di Milano e stanno provando in tutti i modi a guadagnare tempo per cercare, ancora una volta, di farla franca. Dopo che Ispettorato del Lavoro, Corte di Cassazione, Ministero del Lavoro e Procura di Milano si sono espresse sui rider, troviamo assurdo che ad oggi ancora non si sia trovata una soluzione adeguata. Nel frattempo stanno peggiorando le condizioni complessive dei fattorini nel comparto: le società continuano a comportarsi da caporali, l’intermediazione illecita prospera e a noi corrieri non vengono garantite le tutele sociali fondamentali che ci spettano di diritto. A questo punto serve un’ulteriore assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni, non si continui a tollerare il regime di illegalità e impunità imposto dalle app del delivery. Non è ammissibile che i profitti di un intero settore si reggano esclusivamente sulla precarietà e lo sfruttamento dei rider”.




Fonte: Zic.it