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Si tratta di un delegato che fu sanzionato da Lepida perchù si era rifiutato di prestare servizio ritenendo le condizioni del luogo di lavoro non sicure in relazione alla pandemia. Il provvedimento ù stato impugnato e annullato dal giudice, Sgb: “Sentenza utile a tutti i lavoratori nella rivendicazione del proprio diritto alla salute”.

11 Maggio 2021 – 20:09

“Importante vittoria in tribunale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro in epoca di Covid-19“, segnala Sgb: “Nel marzo del 2020, il nostro delegato Sgb alle dipendenze di Lepida veniva sanzionato con un’azione disciplinare per essersi rifiutato di prestare la sua attivitĂ  lavorativa presso il Call Center dell’azienda, lamentando che le condizioni del luogo di lavoro non erano sicure in relazione alla situazione creatasi con la pandemia Covid-19. Si evidenziava in particolare la mancanza di distanza di sicurezza tra le postazioni occupate dagli stessi lavoratori e la mancanza di idonei disinfettanti e mascherine da utilizzare, nonchĂ© la scarsa aerazione dei locali, demandata alla responsabilitĂ  dei singoli lavoratori e non gestita dai responsabili dell’azienda. Per queste ragioni il rifiuto di prestare l’attivitĂ  lavorativa in quell’ambiente di lavoro Ăš costata l’azione disciplinare al delegato del nostro sindacato che ha rivendicato il diritto a lavorare in un ambiente sano e sicuro. Oggi, a quasi un anno di distanza, il giudice ha dato ragione all’avv. Bove Annarita, la quale in difesa del nostro delegato ha dimostrato che le rimostranze non erano campate per aria, come sostenuto invece da Lepida, ottenendo l’annullamento della sanzione disciplinare. Un dispositivo quello del tribunale di Bologna a cui seguirĂ  il deposito della motivazione entro i prossimi 60 giorni, utile a tutti i lavoratori nella rivendicazione del proprio diritto alla salute nel luogo di lavoro e a non farsi condizionare o intimidire da chicchessia quando in gioco c’ù la propria sicurezza e il proprio benessere”.




Fonte: Zic.it