Gennaio 17, 2022
Da Il Manifesto
223 visualizzazioni

Le terapie intensive e i reparti di rianimazione degli ospedali italiani sono di nuovo in crisi, lo abbiamo già detto, ma a rischio «collasso» c’è l’intero Sistema sanitario, nei prossimi mesi. A lanciare l’allarme è il gruppo dirigente del Siaarti, la Società italiana di anestesia analgesia rianimazione e terapia intensiva, che non è un’organizzazione sindacale ma un organismo scientifico. Motivo per cui il loro appello al Ministero della Salute e alle Regioni è scevro da qualsiasi rivendicazione – comunque sempre legittima – di categoria. Il loro è un invito alle istituzioni a porre attenzione su una serie di criticità che vengono segnalate dai coordinatori delle varie aree scientifiche della società «e a pianificare azioni e metodi di intervento, affinché il Ssn, impegnato oggi su due fronti così scottanti (lotta al Covid19 e programmazione degli interventi previsti nel Pnrr) sappia imprimere un indirizzo chiaro sulla gestione di queste problematiche per evitare il collasso del Sistema Sanitario nei prossimi mesi».

TRE, i fenomeni che destano la preoccupazione del presidente Siaarti, Antonino Giarratano: «Il primo è naturalmente legato alle necessità dirette legate alla pandemia Covid, quelle delle sepsi e delle insufficienze respiratorie gravi che assorbono centinaia di posti letto e numerosissime risorse umane, tra cui in primo luogo quelle degli Anestesisti Rianimatori. Il secondo: la sanità non-Covid19 in molte regioni è travolta dalle esigenze della pandemia e forse anche – in alcune situazioni – dalle necessità di riservare posti letto per poter rimanere nei colori “più chiari” e meno emergenziali. Sappiamo che questa criticità genera ritardi preoccupanti, ribaditi in particolare dal mondo della chirurgia e già presentati anche con un’interrogazione alla XII Commissione della Camera».

E POI c’è un terzo «fenomeno trascurato», sottolinea Giarratano: «La sanità per pazienti Covid-19 asintomatici non critici». La Siaarti sottolinea il problema delle «centinaia di pazienti che vengono rilevati come positivi» quando stanno per essere sottoposti ad operazioni chirurgiche o a trapianti o devono essere «assistiti nel postoperatorio intensivo». «Occorre – conclude nella nota il presidente degli anestesisti – programmare oggi ciò che fra poche settimane – finita l’ultima ondata dell’emergenza pandemica – diventerà con ogni probabilità una nuova emergenza sanitaria». Si tratta, aggiunge Giarratano, di «una popolazione in crescita esponenziale, per la quale servono protocolli e spazi dedicati che oggi non sono codificati, col risultato che ogni azienda si organizza come meglio crede: in alcuni casi vengono operati, in altri ci sono dilazioni pericolose, mentre si occupano posti in reparto destinati al Covid critico. Servono indicazioni per evitare il caos».

NON SI TRATTA tanto e non solo di mancanza di posti letto di terapia intensiva e di personale sanitario specializzato, quindi, ma di stabilire linee guida, di emanare protocolli e di riorganizzare l’intero sistema chirurgico. Per esempio, nell’ambito dell’area Ostetricia, «la popolazione ostetrica è ancora troppo esposta al contagio perché ancora in gran parte non vaccinata verso la Sars-Cov-2, nonostante le raccomandazioni del Iss e delle principali società scientifiche del settore – rivela Maria Grazia Frigo, responsabile Siaarti cure materno-infantili – L’evento travaglio di parto o in generale l’urgenza ostetrica non è procrastinabile e questo comporta una pressione sulle strutture che può compromettere la sicurezza del percorso nascita se non è realizzato in forma sicura e con il massimo della prudenza organizzativa».

INSOMMA, secondo la Siaarti, «pressioni estreme su terapie intensive ed anestesia, percorsi chirurgici a rischio di continuo rimando, pazienti asintomatici, garanzia di parti sicuri, carenza di protocolli chiari in situazioni che non erano preventivabili solamente due o tre mesi fa» non vanno assolutamente sottaciute o sottovalutate. Se si vuole prevenire il crollo totale del nostro Ssn.




Fonte: Ilmanifesto.it