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Quasi tutti i territori della regione hanno già superato il tetto delle 35 giornate annuali di sforamento dei limiti di Pm10. Aria Pesa: “La Regione ha rinviato il blocco della circolazione dei veicoli diesel Euro 4, quando invece servono misure drastiche di riduzione delle emissioni inquinanti”.

14 Novembre 2020 – 12:51

Alla fine dell’anno manca più di un mese e mezzo, ma intanto (con dati relativi a due giorni fa) sono già sette su nove le province dell’Emilia-Romagna che hanno superato il limite delle 35 giornate fuori legge per i livelli di smog. Ferrara e Modena hanno collezionato fin qui 53 giornate di Pm10 oltre i limiti, Reggio Emilia 44, Ravenna 42, Piacenza 41, Parma 39 e Rimini 38. Sotto il limite per ora Bologna con 19 giornate di sforamenti (centralina dei Giardini Margherita) e Forli’-Cesena che ha raggiunto proprio le 35 giornate.

Nel frattempo, il 2 novembre è arrivata l’ennesima procedura di infrazione sulla qualità dell’aria. Scrive in merito Aria Pesa: “La Commissione invita l’Italia a ‘conformarsi alle prescrizioni della direttiva 2008/50/CE relativa alla qualità dell’aria per quanto riguarda il materiale particolato’. A fronte di un eccesso di superamenti dei valori limite di Pm10 e Pm2.5, la Ue osserva che ‘le misure previste dall’Italia non sono sufficienti a mantenere il periodo di superamento il più breve possibile’. Servono misure più efficaci, ma non sembra che questa urgenza sia in cima ai pensieri di chi ci governa. La Regione Emilia-Romagna, per esempio, ha recentemente rinviato il blocco della circolazione dei veicoli diesel Euro 4 giustificando la decisione con il periodo di lockdown dei mesi precedenti e ‘il drastico blocco degli spostamenti a cui abbiamo assistito, che ha determinato un significativo calo delle emissioni dovute sia al trasporto veicolare sia alla sospensione delle varie attività produttive’. Purtroppo l’inquinamento non è un fenomeno gestibile con criteri contabili, trattando un calo temporaneo dello smog in primavera come una specie di bonus spendibile per inquinare un po’ di più in autunno. Non sono più rinviabili misure drastiche di riduzione delle emissioni inquinanti, come il blocco in tempi rapidi della circolazione e della vendita di veicoli diesel, lo stop agli incentivi per i combustibili fossili e grandi investimenti in mobilità sostenibile e fonti di energia rinnovabili”.




Fonte: Zic.it