Luglio 22, 2022
Da Umanita Nova
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Apprendiamo la notizia di una serie di arresti ai danni dei quadri nazionali e regionali di SI-COBAS e USB. I reati ascritti farebbero riferimento alla serie di scioperi condotti nell’hub logistico di Piacenza tra il 2014 e il 2021 che secondo il teorema accusatorio sarebbero stati dettati dalla “volontà estorsiva”. Ora se per estorsione si intende ottenere condizioni lavorative più umane, vuol dire che si è toccato il fondo! Se dovesse passare il principio che lo sciopero è un’arma di ricatto fraudolenta, significherebbe fare un salto indietro di un paio di secoli.
Le mobilitazioni oggetto d’inchiesta, sono state unanimemente riconosciute come le mobilitazioni di lavoratori più significative degli ultimi anni, portando una serie di rivendicazioni in quella zona grigia nella quale operano sodali e comprimari, tanto le multinazionali quanto le cooperative locali. Una piega strategica del sistema nella quale è possibile “ope legis” spremere i lavoratori con turni e orari la cui flessibilità fornisce strumenti di ricatto molto più simili all’800 che ai giorni nostri.
Le azioni condotte dai lavoratori di SI-COBAS e USB hanno messo a nudo il meccanismo di sfruttamento sistematico in uno dei settori chiave dell’economia 4.0. Ma non si sono limitati all’azione di mera denuncia, sono riusciti ad organizzare i lavoratori e a bloccare alcuni punti nevralgici dell’Hub di Piacenza, uno dei nodi più sensibili del sistema logistico europeo. La doppia azione di blocco e denuncia deve aver rotto non poche uova nei grassi panieri di chi gestisce l’affare milionario dello smistamento merci.
Questa azione della Procura non fa che sottolineare il fatto che si è toccato un nervo sensibilissimo, vettore di flussi non solo economici, ma probabilmente snodo di svariati interessi particolari. Non va dimenticato che l’implementazione delle infrastrutture logistiche raramente viene fatto con investimenti privati, sono molto più frequenti i partenariati pubblico privato, con il solito copione di denari che escono dalle casse pubbliche e finiscono in quelle private, in questo meccanismo entrano cooperative di ogni sorta che agiscono sempre con le medesime logiche di sfruttamento legalizzato.
Sfondare sul fianco della logistica significherebbe mettere in luce le catene di sfruttamento di tutto il comparto delle cooperative, probabilmente per questo motivo i compagni di sindacati di base sono entrati nel mirino della repressione su commissione. In una fase storica come quella attuale nella quale vediamo pezzi di movimento antagonista in preda alla frustrazione intrupparsi uniti verso i seggi elettorali e i vari sindacati concertativi addirittura chiedere di salvare l’attuale governo è ancora più apprezzabile lo sforzo di chi fa ancora il suo lavoro di organizzazione dei lavoratori e non di vassallo dei padroni.
Contro ogni repressione contro ogni prevaricazione Solidarietà a chi lotta!
Iniziativa Libertaria – Pordenone



Fonte: Umanitanova.org